Nell’ultimo triennio la compagnia ha sviluppato o rivisitato 26 prodotti, mettendo a disposizione della rete nuove linee di business: dal terremoto sulla casa al cyber risk, dalla polizza alberghi alla pet insurance. Il punto di Sandro Scapellato, direttore marketing e distribuzione, e Massimo Fedeli, direttore danni del gruppo Helvetia Italia.

Dopo aver chiuso il 2018 con risultati positivi, come ha avuto modo di sottolineare il ceo Francesco La Gioia, il gruppo Helvetia Italia sta proseguendo il suo percorso per centrare gli obiettivi del 2019.
Uno dei risultati da raggiungere è sicuramente la sostenibilità nel settore danni. Un obiettivo che il gruppo elvetico sta perseguendo puntando su quattro driver fondamentali. «Innanzitutto scegliere gli intermediari giusti che siano veri partner per la compagnia», ha spiegato Massimo Fedeli, direttore danni del gruppo Helvetia Italia. «Poi lo stretto controllo del portafoglio in corso e del nuovo business e il governo dei dati, un’attenzione elevata ai trend di mercato sia per gli alert che per le opportunità, una forte competenza “in chiave moderna” (non solo tecnico assicurativa, ma di processo, analisi dati, capacità di comunicazione e vi dicendo)».
Nell’ambito specifico dei danni, Helvetia ha cambiato il modo di approcciarsi con i clienti. «In ambito sinistri abbiamo lavorato molto in questo senso: la specializzazione delle competenze e l’ottimizzazione dei processi ci permette di essere più efficaci e precisi nella valutazione e liquidazione dei sinistri», ha affermato Fedeli. «Inoltre il forte ampliamento del numero di carrozzerie convenzionate sono un mezzo che ci permette di ridurre il costo medio dei danni e al tempo stesso dare un migliore servizio al cliente. Le nuove tecnologie e la digitalizzazione ci consentono di rendere il nostro lavoro più efficiente e veloce in questo senso abbiamo lavorato con il portale Helvetia e la video perizia per i sinistri property non complessi».
E poi c’è il rapporto umano con la rete, mantenendo una relazione «sempre attiva con agenti e broker fatta non solo di strumenti di comunicazione, ma anche di consulenza continua. Per far ciò e allo stesso tempo crescere insieme dobbiamo differenziare i modelli di servizio in chiave meritocratica. Chi sceglie Helvetia avrà un servizio al top di gamma», ha sottolineato Fedeli. «La continua innovazione di prodotto è un fattore importante e impegnativa vista anche l’introduzione della Idd; nell’ultimo triennio abbiamo sviluppato o rivisitato ben 26 prodotti, abbiamo forse il catalogo prodotti più fresco del mercato. Abbiamo anche messo a disposizione della rete nuove linee di business: il tanto atteso terremoto sulla casa, il cyber risk, la polizza alberghi, la pet insurance».

Tutte iniziative che hanno contribuito a chiudere il 2018 con performance positive. «Per Helvetia il 2018 è stato caratterizzato da uno sviluppo importante del business, e così vogliamo sia anche nel 2019, ma occorre aver ben chiaro l’obiettivo di sostenibilità nel tempo di questa crescita», ha evidenziato Sandro Scapellato, direttore marketing e distribuzione del gruppo Helvetia. «I risultati ci hanno dato ragione sia in termini di sviluppo, dove siamo cresciuti più del doppio del mercato, sia sul non auto che sull’auto, sia per la profittabilità del business. Questi risultati non sono frutto del caso, ma di tanto lavoro fatto insieme. Nel 2018 abbiamo acquisito ben 60.000 nuovi clienti».
Non mancano aree in cui si può e si deve migliorare. «Sul property da anni la profittabilità è negativa, ciò ci deve far riflettere sulla qualità dei rischi assunti, il troppo basso valore dei tassi e le garanzie estese offerte dai nostri prodotti. La riforma dei prodotti non performanti è una via obbligatoria da seguire», ha affermato Scapellato.
Altra area di miglioramento è quella relativa ai rami elementari, considerando la volatilità del business auto. «La strada è chiaramente segnata», ha fatto notare Scapellato: «crescere nei rami elementari migliorando il business mix complessivo. Oggi Helvetia Rappresentanza ha un mix del 51% auto e 49% non auto (il canale agenziale 53% auto e 47% non auto). L’obiettivo sarà quello di spostare di 1 punto percentuale il mix a livello di compagnia arrivando a un 50% e 50% e il consolidamento della relazione con la clientela offrendo coperture per i bisogni di protezione dai rischi cui ciascuno è maggiormente esposto. Passare da “utente della polizza auto” a “cliente dell’agenzia” significa valorizzare a pieno il vero patrimonio che insieme gestiamo: le persone che hanno una relazione con noi».
Anche per il danni valgono gli stessi obiettivi. «Dopo tre anni di perdita di fatturato siamo tornati a crescere vigorosamente e lo abbiamo fatto anche nel retail non motor dopo i successi ottenuti nel segmento aziende», ha osservato Fedeli. «Le altre compagnie ci temono e ci rispettano e molte agenzie vorrebbero iniziare a lavorare con noi. Questi obiettivi saranno supportati nel corso del 2019 dal lancio di nuovi prodotti della linea salute e sul segmento aziende agricole».
Fabio Sgroi
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