Rappresentano la principale preoccupazione per le aziende a livello mondiale insieme all’interruzione di attività. E la situazione in Italia…
I rischi cyber raggiungono al primo posto l’interruzione di attività come principale preoccupazione per le aziende a livello mondiale. È questa la principale novità dell’Allianz Risk Barometer edizione 2019, la speciale classifica dei rischi più temuti spesso presa come riferimento principale dalle compagnie di assicurazione (e non solo) quando si parla, appunto, di rischi aziendali.
In particolare sono le grandi violazioni di dati e scandali sulla privacy, le importanti interruzioni It e l’introduzione di norme più severe in materia di protezione dei dati nell’Unione europea e in altri Paesi, i fattori che hanno portato il rischio cyber a diventare una delle principali preoccupazioni per le imprese.
Il rapporto Allianz Risk Barometer 2019, realizzato da Allianz Global Corporate & Specialty, dunque, mette al primo posto gli incidenti informatici e l’interruzione di attività come i principali rischi per le aziende a livello mondiale, indicati a pari merito dal 37% del campione.
L’indagine annuale sui rischi aziendali, condotta a livello mondiale da Allianz Global Corporate & Specialty, comprende le opinioni di 2.415 esperti provenienti da 86 Paesi, tra cui ceo, risk manager, broker ed esperti assicurativi.
L’interruzione di attività, dunque, rimane per il settimo anno consecutivo la principale minaccia per le imprese di tutto il mondo e rappresenta il rischio principale in Paesi come Stati Uniti, Canada, Germania, Spagna, Italia e Cina. I potenziali scenari di business interruption stanno diventando sempre più diversificati e complessi, e comprendono il guasto dei sistemi It di base, il richiamo dei prodotti o problemi di qualità, il terrorismo o i disordini politici, l’inquinamento ambientale.
C’è di più: i rischi di minacce informatiche e di interruzione di attività sono sempre più interconnessi, in quanto gli attacchi di ransomware o le interruzioni accidentali dell’It comportano spesso un blocco delle operazioni e dei servizi che costano centinaia di milioni di dollari. Le aziende identificano negli incidenti cyber la principale causa di danni da interruzione delle attività (50% delle risposte), seguito da incendi (40%) e catastrofi naturali (38%). Allo stesso tempo, la business interruption è considerata la principale causa di perdite finanziarie per le aziende dopo un incidente informatico (69% delle risposte).

Per il resto, con riferimento alla classifica dei rischi più temuti (tabella sopra), le catastrofi naturali (28% delle risposte) si confermano al terzo posto: rispetto all’anno precedente, il 2018 è comunque un anno più positivo, anche se le perdite economiche sono ancora vicine ai 150 miliardi di dollari. Le continue incertezze sulla Brexit, le guerre commerciali globali e le tariffe alimentano le preoccupazioni delle imprese in merito ai cambiamenti nello scenario legislativo e regolamentare (4° posto con il 27% delle risposte).
I cambiamenti climatici (8° posto con il 13% delle risposte) e la carenza di manodopera qualificata (10° posto con il 9% delle risposte) hanno registrato quest’anno la maggiore crescita. I Cambiamenti climatici potrebbero non solo essere causa di crescenti perdite e disagi causati da eventi meteorologici estremi e catastrofi naturali, ma è anche probabile che abbiano grandi implicazioni per la regolamentazione e la responsabilità considerando i rigidi obiettivi nelle emissioni o i nuovi obblighi di comunicazione e divulgazione in molti settori.
La carenza di manodopera qualificata appare per la prima volta tra i 10 principali rischi aziendali a livello mondiale, confermato anche in molti Paesi più piccoli dell’Europa Centrale e Orientale, del Regno Unito, degli Stati Uniti, del Canada e dell’Australia. Una paura, quella manifestata dalle imprese, dovuta all’evoluzione demografica, all’incertezza della Brexit e a una debole presenza di talenti nell’economia digitale.
LA SITUAZIONE IN ITALIA – In Italia (vedi tabella sotto, cliccaci sopra per ingrandire), per questa edizione, i principali rischi aziendali percepiti sono l’interruzione di attività (al 1° posto con il 47% delle risposte), i rischi cyber e le catastrofi naturali (entrambi al 2° con il 38% delle risposte). La mancanza di qualità, difetti seriali, richiamo di prodotti entra quest’anno in classifica a livello locale, posizionandosi direttamente al 4° posto. Ecco, nel dettaglio, la situazione in Italia:
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