domenica 10 Maggio 2026

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AMISSIMA E LA TRASFORMAZIONE DIGITALE: LA MISSIONE PER IL 2019 E’ ULTIMARE LA MIGRAZIONE IN “PEGASO”

Entro il prossimo mese di aprile anche il non motor dovrebbe passare sotto il programma lanciato dalla compagnia per realizzare il nuovo modello operativo.  

Ultimare la migrazione in Pegaso, il programma di trasformazione digitale che realizza il nuovo modello operativo di Amissima. È questo l’obiettivo principale della compagnia dal punto di vista informatico e nel 2019 si prevedono importanti novità. Dopo aver lavorato sulla migrazione auto, il prossimo passo sarà infatti quello di completare il passaggio che riguarda il non auto, operazione che, come affermato da Alessandro Santoliquido, amministratore delegato e direttore generale di Amissima, dovrebbe concretizzarsi entro aprile del prossimo anno. Almeno questa è l’intenzione della compagnia.

«Il 2017 e il 2018 sono stati due anni intensissimi per la compagnia sotto il profilo della evoluzione tecnologica», ha fatto presente Massimo Vignoli (nella foto), chief information officer di Amissima, con riferimento a Pegaso.  «Siamo andati velocissimi, a cominciare dal new business vita, rilasciato soltanto dopo sei mesi di lavoro a febbraio 2017, per arrivare alle attività  di queste ultime settimane che hanno riguardato la migrazione del motor». In mezzo, il rilancio nel new business auto e primi nei rami elementari (in 7 mesi, a luglio-ottobre 2017), la migrazione, appunto, nell’auto, nel vita individuali (agosto 2018), nel new business rami elementari (settembre 2018, nei tempi per la compliance Idd) e rami elementari (sono iniziati i test tecnici su agenzie pilota).

Dunque la rivoluzione tecnologica al servizio del business continua. «Il nostro intento è quello di proseguire nel dare un supporto infrastrutturale e le tecnologie che servono i processi e la commercializzazione dei prodotti innovativi», ha sottolineato Vignoli. «Siamo pronti sul paperless (l’Otp, infatti, aprirà le porte all’emissione paperless e alla vendita in mobilità) e al rinnovo del  processo di emissione, ispirato al modello del preventivatore. Fondamentale, a questo proposito, è stato riattivare i gruppi di lavoro con gli agenti».

Fabio Sgroi

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