Per il presidente dello Sna l’accordo «è obsoleto e inadeguato». Per questo il sindacato sta spingendo per riaprire il tavolo con l’Ania.
«Favorire un costruttivo confronto finalizzato a verificare la disponibilità delle imprese alla riapertura delle trattative». Così Claudio Demozzi (nella foto), presidente del Sindacato nazionale agenti commenta l’iniziativa lanciata nei giorni scorsi per riaprire il tavolo sul rinnovo dell’Ana 2003. «Si tratta di un’azione coerente con la linea politica del sindacato e con la raccomandazione espressa all’unanimità dal Comitato dei presidenti dei gruppi aziendali agenti», ha aggiunto Demozzi.
Del resto, che l’attuale accordo non sia più attuale è ormai sotto gli occhi di tutti. Secondo il numero uno dello Sna, l’avvento del codice delle assicurazioni, le “lenzuolate” delle leggi Bersani, la legge Fioroni-Vicari, l’entrata in vigore della Idd, la revisione dei Regolamenti Ivass e il Gdpr hanno reso l’Ana 2003 «obsoleto e inadeguato a svolgere l’importante funzione di regolazione dei rapporti tra imprese di assicurazione e agenzie. Riteniamo che il rinnovo dell’Ana 2003, alla luce dei profondi cambiamenti intervenuti tanto a livello normativo quanto relativamente alle esigenze in trasformazione dei cittadini-consumatori, sia fondamentale e prioritario non solo a tutela degli agenti, ma per l’equilibrio di tutto il mercato assicurativo, comprese le compagnie», ha affermato Demozzi.
Lo Sna, si legge in una nota, «non si è limitato a presentare all’Ania un elenco di rivendicazioni o di argomenti sui quali trattare, ma ha predisposto una piattaforma contrattuale completa che revisiona punto per punto i contenuti dell’Ana 2003, con un criterio che tiene conto della realtà degli agenti italiani e basato su elementi tecnico giuridici sostenuti da pareri legali dei massimi esperti della materia».
Fabio Sgroi
© RIPRODUZIONE RISERVATA










