Il presidente Maria Bianca Farina: «Settore assicurativo pronto a offrire il proprio contributo allo sviluppo del Paese, sia come investitore istituzionale, sia come gestore di rischi».

«Il settore assicurativo è pronto a offrire il proprio contributo, sia come investitore istituzionale, sia come gestore di rischi, allo sviluppo del Paese affinché le misure di sostegno alla crescita, già contenute nella legge di Bilancio e nel Decreto fiscale, possano essere potenziate». Così Maria Bianca Farina, presidente dell’Ania, ha voluto rimarcare il ruolo delle assicurazioni qualche settimana fa, in occasione di un’audizione presso le commissioni congiunte di Camera e Senato sulla legge di Bilancio.
Farina ha commentato quelle misure contenute nella legge che producono effetti per il settore assicurativo. Cominciando da quelle che incidono «significativamente sul livello di tassazione del settore, sia pure agendo prevalentemente sul profilo finanziario». Il riferimento è alla rideterminazione (innalzamento) dell’acconto dell’imposta sulle assicurazioni, «un ulteriore rilevante incremento rispetto all’analogo intervento posto in essere non più tardi di un anno fa, la misura dell’acconto dell’imposta sulle assicurazioni, che si troverà a essere aumentata di 2,5 volte nel giro di soli quattro anni (dal 40% del 2017 al 100% del 2021)», ha ricordato Farina.
Ci sono poi le misure destinate alla generalità della platea di contribuenti Ires/Irap che incidono anche sulle compagnie assicurative: «la quota di rettifiche di valore su crediti che avrebbe potuto essere dedotta nel 2018 viene congelata e rinviata al 2026, in coda, pertanto, al periodo decennale di deduzione delle rettifiche imputate nei bilanci ante 2015».
Per Farina, una misura «penalizzante» è anche quella circa il differimento/ripartizione in dieci anni delle quote di ammortamento fiscale relative all’avviamento e alle altre attività immateriali in precedenza affrancate avvalendosi della facoltà a suo tempo offerta dall’articolo 15, comma 10, del decreto-legge n. 185 del 2008. «Le imprese, anche quelle assicurative, che in passato hanno posto in essere operazioni straordinarie (di aggregazione aziendale) decidendo di avvalersi di tale norma hanno, quindi, versato l’imposta sostitutiva per garantirsi la deduzione fiscale “accelerata” dell’ammortamento dell’avviamento rilevato in bilancio in occasione di tali operazioni. La disposizione in commento blocca per il 2018 la deduzione della quota di ammortamento dell’avviamento di competenza di tale anno e, al contempo, diluisce la deduzione di tale quota e delle altre residue in 11 anni a partire dal 2019».
C’è poi l’abrogazione dell’Ace, «agevolazione che negli anni di operatività ha rappresentato un efficace stimolo alle politiche di autofinanziamento delle imprese, aumentando l’appetibilità fiscale delle immissioni di capitale proprio rispetto all’indebitamento. L’eliminazione a partire dal 2019 dell’Ace, la mancata conferma del regime del “super-ammortamento” e la consistente limitazione dell’“iper-ammortamento” non sono sufficientemente bilanciate dalla previsione dove è stabilita l’apprezzabile riduzione di nove punti percentuali (dal 24% al 15%) dell’aliquota nominale Ires applicabile sulla quota degli utili reinvestiti in azienda destinati all’incremento degli investimenti in beni strumentali materiali nuovi e all’incremento dell’occupazione. Sarebbe positivo, pertanto, se l’importo agevolabile non fosse limitato ai nuovi investimenti e alle nuove assunzioni, ma ragguagliato alle consistenze in essere».
In merito al «superamento dell’ultima riforma pensionistica (nel senso di permettere, rispetto ai requisiti attuali, di accedere alla pensione già a “quota 100”, come somma di età e anzianità contributiva, con un’età minima di 62 anni), in attesa che le scelte siano più definite, è importante che l’intervento tenga conto non solo dell’obiettivo di facilitare l’accesso al pensionamento, ma anche dell’equità tra le generazioni. Sarebbe auspicabile che la misura fosse accompagnata da soluzioni volte a rivitalizzare le adesioni ai fondi pensione mediante un adeguato incremento delle agevolazioni fiscali esistenti, soprattutto con riguardo ai giovani. Per le nuove generazioni occorrerebbe introdurre misure particolari, sia per agevolare la costituzione di una pensione di base adeguata, sia per incentivare ulteriormente la loro partecipazione alle forme previdenziali integrative, in ambito occupazionale o a livello individuale».
Sul tema delle calamità naturali, Farina ha ricordato come da tempo l’Ania sostenga «che il Paese ha l’esigenza e la responsabilità di realizzare un sistema strutturato di gestione ex ante dei rischi catastrofali. La soluzione consiste nella creazione di un impianto che poggi sulla mutualizzazione dei rischi. Tale sistema garantirebbe tempi certi e ragionevoli di risarcimento del danno, contenimento dei costi, trasparenza nelle procedure, un focus sulla prevenzione, standard adeguati di sicurezza, opportune modalità di finanziamento della ricostruzione e ottimizzazione della gestione delle emergenze post-evento».
Fabio Sgroi
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