L’obiettivo è estendere l’offerta di prodotti previdenziali a tutti i canali del gruppo assicurativo veronese e non solo attraverso l’attività dei consulenti specializzati.
Uno dei pilastri su cui si basa il piano triennale 2014 – 2017 di Cattolica Assicurazioni riguarda lo sviluppo dei settori vita e previdenza, e del welfare. L’obiettivo del gruppo assicurativo veronese è quello di raddoppiare l’utile netto sulle riserve tecniche del vita. In che modo?
Si punterà su cinque direttrici: focus su prodotti a minore assorbimento di capitale in ottica Solvency 2; prodotti vita avanzati (per esempio multi-ramo integrati con protezione); estensione a tutto il gruppo, quindi anche al canale bancario e agenziale, dell’offerta di prodotti previdenziali, fino a settembre scorso concentrata solo attraverso i consulenti previdenziali; integrazione delle competenze specialistiche di Cattolica Previdenza; semplificazione delle gestioni vita, da attuare «con grande incisività» ed efficienza dei processi operativi.
«L’intenzione è quella di aumentare la nostra presenza nel ramo terzo (unit) per il quale si prevede, agendo sulle nostre partnership bancarie, di passare dall’attuale 2% al 18%», ha affermato Marco Cardinaletti, direttore generale di Cattolica Assicurazioni.
Fabio Sgroi
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