L’IVASS SUI PREMI RC AUTO: «LE ULTIME STATISTICHE SUGGERISCONO L’INIZIO DI UNA FASE DI POSSIBILE RIPRESA DEI PREZZI»

L’indagine Iper dell’Ivass mostra nel secondo trimestre 2018  un incremento dello 0,5%  rispetto al trimestre precedente. Ora siamo a 411 euro.

Secondo le ultime rilevazioni dell’indagine Iper dell’Ivass e che  si riferiscono al secondo trimestre 2018, il premio medio per la garanzia Rc auto è pari a 411 euro, in calo dello 0,2% su base annuale. Nel primo trimestre sempre di quest’anno, il premio era pari a 409 euro e dunque, a fine giugno scorso, è aumentato dello 0,5%.

Anche se nell’ultimo anno la dinamica dei prezzi della copertura Rc auto è risultata stabile, fa presente l’Ivass, «tuttavia le statistiche al secondo trimestre suggeriscono l’inizio di una fase di possibile ripresa dei prezzi: il lieve incremento su base trimestrale inverte infatti la dinamica stagionale dei prezzi che storicamente presenta un minimo nel secondo trimestre dell’anno».

In particolare, nel periodo aprile-maggio-giugno 2018 il 50% degli assicurati ha pagato meno di 370 euro, il 90% degli assicurati meno di 634 euro e solo il 10% meno di 233 euro.

Napoli e Prato restano le province più costose, con un premio medio superiore a 600 euro (rispettivamente 623 euro e 601 euro); le restanti province con prezzi di livello alto (superiori a 484 euro) sono Caserta (531 euro), Pistoia (515 euro), Firenze (511 euro), Massa Carrara (509 euro), Reggio Calabria (503 euro), Crotone (495 euro), Latina (491 euro), Vibo Valentia (489 euro) e Pisa (486 euro).

Le province con i prezzi medi più contenuti, inferiori a 300 euro, sono Oristano e Aosta (rispettivamente con 295 e 296 euro).

Per quanto riguarda la dinamica provinciale dei prezzi è stata debole nell’ultimo anno: i prezzi sono stabili in oltre 2/3 delle province, le variazioni massime sono dell’ordine del 2% e si osservano ad Asti (in aumento), Crotone, Reggio Calabria e Taranto (in diminuzione).

I prezzi tendono a essere maggiormente differenziati nelle province del nord-ovest e nella capitale. Di contro, risultano più omogenei nelle province meridionali.

Fabio Sgroi

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