8 settembre 2018 15:49

MICHAUD: «IDD? PRODUTTORI E DISTRIBUTORI DEVONO COOPERARE, ANCHE FORZATAMENTE, ALTRIMENTI…»


Il presidente del Cineas: «Importante sarà anche la formazione: occorre fare un grandissimo sforzo per aumentare ancora di più la professionalità così da rendere unici gli intermediari competenti e professionali nel mondo assicurativo».
  

Le opinioni sulla nuova direttiva europea sulla distribuzione assicurativa (Idd, Insurance distribution directive) si sprecano e, soprattutto sono svariate: c’è chi sostiene che alla fine sarà l’ennesima regolamentazione che renderà improduttiva l’attività di molti addetti ai lavori (e non solo) e c’è chi afferma che sarà una grande rivoluzione che permetterà di indirizzare il settore assicurativo da un orientamento dal prodotto al cliente. Di questo tema si è parlato nel corso di un recente convegno organizzato da Le Fonti qualche settimana fa a Milano, nell’ambito di Le Fonti New Insurance Day. Fra i relatori è stato invitato Massimo Michaud (nella foto), presidente del Cineas, il consorzio universitario per l’ingegneria nelle assicurazioni.

«La Idd? A mio parere dipenderà molto da come sarà realizzata», ha affermato Michaud. «Personalmente sono abbastanza contento che sia la nostra autorità di controllo (Ivass, ndr) a occuparsi della direttiva perché per esempio, se guardo alla Mifid (normativa europea che disciplina i servizi di investimento, ndr), questa è stata realizzata malissimo. La Mifid, al di là di alcuni aspetti sicuramente positivi di comunicazione al cliente, ha portato tanta carta ed è servita solo a dire al cliente che i prodotti, quelli a maggior rischio ma anche a maggior rendimento, non sono alla sua portata e quindi non li potrà più sottoscrivere. Tutti sappiamo che l’unico modo di guadagnare sui mercati finanziari è quello di prendere dei rischi sapendoli, però, diversificare. Con la Mifid abbiamo escluso il 90%-95% della popolazione italiana dalla possibilità di prendere questi rischi. È un perfetto sistema di darsi buona coscienza; io spero che la Idd non sia questo, altrimenti sarà un fallimento. Credo che la nuova direttiva debba essere prima di tutto orientata all’attività, agli affari e al business».

Sulla Idd, poi, ha aggiunto: «ben venga una direttiva che ci aiuti a formulare qualcosa che risponda ai bisogni del cliente. Però dobbiamo fare attenzione ad alcuni aspetti: se vogliamo avere un Idd che  funzioni dobbiamo prima di tutto tenere conto dell’attività produttiva, che ha delle esigenze di efficacia: dobbiamo quindi riuscire ad avere un’attività commerciale che dia risultati nei confronti del cliente. Sono convinto che più ci si occuperà dei bisogni del consumatore, più si avranno risultati». Infine ha avvertito: «L’Idd  spinge alla cooperazione, che si voglia o no, tra produttori e distributori: tra loro ci deve essere una collaborazione forzata, viceversa ci sarà una mancanza di produttività».

Idd significa anche formazione: «Occorre fare un grandissimo sforzo per aumentare ancora di più la professionalità così da rendere unici gli intermediari competenti e professionali nel mondo assicurativo», ha sottolineato Michaud.

Fabio Sgroi

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