7 agosto 2018 19:27

SISTEMI DI REMUNERAZIONE ALLE RETI: L’ATTENZIONE DELL’IVASS RESTA ALTA


Il recepimento della nuova direttiva europea sulla distribuzione assicurativa riaccende il dibattito. E per Maria Luisa Cavina, responsabile del servizio vigilanza intermediari dell’istituto di vigilanza…
  

Maria Luisa Cavina

La nuova direttiva sulla distribuzione assicurativa (Idd) che sarà applicata a partire dal prossimo 1° ottobre presenta diversi aspetti che andranno a incidere sull’operatività degli intermediari assicurativi. Uno di questi, forse quello di cui si parla di più, è sicuramente la Product oversight governance (Pog), che chiama in causa sia i produttori, sia i distributori.

Si tratta dei requisiti organizzativi in materia di governo e controllo del prodotto in capo ai produttori e ai distributori che realizzano qualsiasi tipologia di prodotto assicurativo da vendere ai clienti. Il discorso inevitabile cade sulla modalità di vendita da parte dell’intermediario e sulla scelta del miglior prodotto da offrire alla clientela. E c’è chi sostiene che, prima o poi, tutte le strategie commerciali adottate dalle compagnie per “spingere” su determinati tipi di prodotti e le relative campagne di incentivazione sulla rete potrebbero subire degli scossoni.

Il tema, assai delicato, è stato affrontato, fra l’altro, da Maria Luisa Cavina, responsabile del servizio vigilanza intermediari dell’Ivass, nel corso di un recente convegno organizzato da Le Fonti qualche settimana fa a Milano, nell’ambito di Le Fonti New Insurance Day (il tema principale era Le nuove sfide del settore assicurativo).

Cavina si è detta convinta che la Pog «andrà a incidere su quello che è uno dei temi core della nuova disciplina e cioè il rapporto impresa – intermediario – cliente nel collocamento del prodotto in particolare con un’attenzione specifica sui prodotti più rischiosi, come per esempio quelli tipicamente vita a contenuto finanziario o anche danni con analoghe caratteristiche di rischiosità».

Il dirigente dell’Ivass ha affermato che, «al di là di un cambiamento della normativa (Idd, ndr) soltanto formale e che tutto sommato non va ad alterare in modo sostanziale quello che era il quadro delineato già dalla prima direttiva sulla sola distribuzione sull’intermediazione, si va a cercare di correggere alcune criticità emerse nel nostro mercato e anche in altri mercati dell’Unione Europea, che riguardano il tema dell’adeguatezza della vendita dei prodotti».

Un argomento definito «spinoso» dalla stessa Cavina, perché «ha moltissime ricadute», in particolare «su come sono impostati i sistemi di costruzione dei prodotti delle imprese, su come sono impostati i sistemi di remunerazione, sulla efficienza delle cinghie di trasmissione tra le imprese che disegnano il prodotto e gli intermediari che lo distribuiscono e sulle caratteristiche della rete degli intermediari che vendono i prodotti».

Cavina è poi entrata nello specifico, evidenziando come, ormai da tempo, si siano affermati nel mercato italiano «degli schemi di processo – prodotto per cui ci sono polizze che vengono distribuite prevalentemente o in modo privilegiato attraverso certi tipi di reti tradizionali».

Sul fatto che non sia passata, in sede di dibattito presso le commissioni speciali, la linea della disclosure sull’ammontare delle provvigioni, Cavina ha affermato che «il tema della disclosure è rimasto sostanzialmente ancorato a quella che è la disciplina che noi conosciamo, quindi una disclosure sulle modalità e sul tipo di compenso alla rete, informazioni quantitative che restano limitate a quello che è lo schema attuale, quindi ramo Rc auto e Ppi».

Per il dirigente dell’Ivass «le strutture remunerative incidono moltissimo sull’orientamento di una determinata rete a mettere in atto controlli efficaci, efficienti ed effettivi sulla bontà e sul corretto funzionamento del processo di collocamento del prodotto. È noto che nel mondo finanziario, in senso lato, funziona così. Non si critica l’essere compensati per l’attività che si svolge; tra l’altro con gli incentivi si muovono tutte le reti. Il punto non è se sia un bene o un male ciò, ma come sono strutturati e come sono governati questi processi». Cavina è stata chiara: «La tentazione di andare sul quantitativo di pezzi venduti per scalare posizioni e per poter acquisire oltre che un guadagno anche uno stato professionale di maggiore spicco o addirittura il fatto di avere delle reti che sono strutturate a più livello in cui i coordinatori percepiscono compensi su quello che è il lavoro svolto dalle reti sottostanti, sono aspetti che se non sono adeguatamente presidiati portano a scompensi molto forti. Questo tema sarà una delle frontiere su cui si misurerà la capacità del mercato di adeguarsi alla nuova normativa, ma anche la capacità del supervisore Ivass di garantire che la stessa normativa sia effettivamente applicata nell’interesse del consumatore».

Fabio Sgroi

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