Il Sindacato di via Lanzone ha espresso «preoccupazione» per alcuni punti contenuti nello schema di decreto.

Le criticità, per il Sindacato nazionale agenti, sono diverse; fra queste, «la tolleranza eccessiva prevista dallo schema ministeriale in termini di precisione dell’individuazione della posizione del veicolo». Ma ci sono insidie anche per gli agenti.
Lo Sna, nei giorni scorsi, ha inviato al Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti le sue osservazioni sullo schema di decreto che stabilisce i requisiti tecnici minimi delle scatole nere, che saranno presto oggetto di norme che ne prevederanno l’installazione obbligatoria su tutte le autovetture. Il sindacato di via Lanzone ha espresso «preoccupazione» per alcuni aspetti definiti «critici» dello schema di Decreto, che «potrebbero risultare particolarmente gravosi o dannosi per gli automobilisti e per le vittime di incidenti stradali, nonché per i principali protagonisti del settore della distribuzione assicurativa e del servizio post-vendita, cioè gli agenti di assicurazione».
Altri aspetti evidenziati da Sna riguardano «i possibili pregiudizi per gli utenti, legati al fatto che i dispositivi già installati e quelli che saranno installati entro i prossimi due anni non sarebbero di fatto soggetti all’osservanza dei requisiti tecnici previsti dalla norma, soprattutto se si considera che le norme transitorie prevedono un’entrata a regime del sistema, di fatto, fra dieci anni».
Per Elena Dragoni, vice presidente vicario di Sna e responsabile della commissione Rc auto, «le compagnie sono molto concentrate sulla tutela dei loro interessi, anche nella Rc auto, e questo facilita l’emanazione di norme e regolamenti che non sempre si schierano dalla parte dei clienti». Per questa ragione, il rischio è che ciò potrebbe influire sul rapporto agenti – consumatori.
Fabio Sgroi
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