16 luglio 2018 18:55

CIRASOLA, APPELLO A DI MAIO: «FERMATE IL PROGETTO DI POSTE SULLA RC AUTO»


Lettera di Anapa al ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali. Per il presidente dell’associazione di categoria degli agenti sono «a rischio i 300.000 posti di lavoro di coloro che operano nel settore tra agenti, impiegati, collaboratori».    

«L’ingresso di Poste Italiane nel mercato assicurativo Rc auto sarebbe una operazione inaccettabile e scorretta. Chiediamo di intervenire affinché tale disegno non si concretizzi, accogliendo le nostre osservazioni e condividendo le nostre preoccupazioni». È quello che Anapa ReteimpresAgenzia ha chiesto a Luigi Di Maio, ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali, attraverso una lettera che è stata scritta e inviata «con urgenza e solerzia», si legge in una nota dell’associazione.

Anapa ha illustrato al ministro «tutte le preoccupazioni relative all’ingresso di Poste Italiane nel mercato assicurativo e finanziario. Entrata che potrebbe mettere a rischio i 300.000 posti di lavoro di coloro che operano nel settore tra agenti, impiegati, collaboratori. Un patrimonio umano da proteggere».

Per queste ragioni Vincenzo Cirasola, presidente di Anapa, si è rivolto direttamente a Di Maio chiedendo un incontro per spiegare di persona la situazione.

«Non è accettabile», ha dichiarato Cirasola, «che una società il cui 35% è ancora in mano a Cassa Depositi e Prestiti, la cui forza è determinata dalla capillarità territoriale costituita da 13.000 sportelli in tutta Italia realizzati a suo tempo con soldi pubblici, decida di fare concorrenza ai privati sfruttando la propria posizione dominante. La Rc auto è un mercato delicato e in piena trasformazione che oggi più che mai richiede una consulenza professionale e specialistica. La raccolta premi degli ultimi dieci anni si è ridotta di circa 10 miliardi e questo può far pensare che sia una prodotto-commodity», ha continuato Cirasola. «Niente di più sbagliato. Anche in questo ramo il cliente sottoscrittore deve essere accompagnato da professionisti che sappiano spiegargli tutti i dettagli della polizza e lo tutelino, in risposta anche allo spirito delle direttive europee di nuova emanazione, come ad esempio la Idd. Non siamo contrari alla concorrenza purché tutti gli attori agiscano nello stesso playing field».

Fabio Sgroi

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