La gestione del rischio può aiutare a massimizzare i benefici. Per Allianz Global Corporate & Specialty le aree fondamentali per individuare le minacce sono cinque: accessibilità del software, sicurezza, “accountability”, responsabilità ed etica.
Da un lato una maggiore efficienza, meno attività ripetitive e una migliore esperienza dei clienti. Dall’altro i rischi potenziali se le applicazioni finiscono nelle mani sbagliate. Nei prossimi anni, la cosiddetta intelligenza artificiale (software in grado di pensare e imparare come un essere umano) cambierà il modo di fare delle aziende di tutti i settori. Le imprese dovranno far fronte a nuovi scenari di responsabilità relativi al processo decisionale, che passa dall’uomo alla macchina e al produttore e, nello stesso tempo, la vulnerabilità agli attacchi informatici o ai guasti tecnici aumenterà, così come le potenziali interruzioni su vasta scala e di conseguenza le perdite finanziarie straordinarie, visto l’aumento dell’interconnessione tra le società e le economie.
Nel nuovo rapporto The rise of artificial intelligence: future outlook and emerging risks, Allianz Global Corporate & Specialty (Agcs), la compagnia del gruppo Allianz specializzata nei grandi rischi, identifica sia i benefici, sia i rischi emergenti legati alla crescente diffusione dell’intelligenza artificiale nella società e nell’industria, compreso il settore assicurativo.
Oggi, rileva Agcs, «le forme di base di intelligenza artificiale sono in grado di eseguire compiti specifici, ma le future generazioni di applicazioni cosiddette strong, saranno in grado di risolvere problemi difficili ed eseguire transazioni complesse».
L’intelligenza artificiale sta trovando applicazione in quasi tutti i settori, dalle chatbot che offrono consulenza finanziaria all’aiuto ai medici nella diagnosi del cancro. La tecnologia è alla base delle automobili senza conducente (dove si stima possa contribuire a ridurre il numero di incidenti fino al 90%), per prevedere meglio il meteo, per effettuare i trasferimenti finanziari o per monitorare e far funzionare le macchine industriali.
Ma, come detto, accanto ai potenziali vantaggi esistono anche dei rischi. Prendiamo, per esempio, quelli informatici: i software basati sull’intelligenza artificiale potrebbero contribuire a ridurre il rischio informatico per le aziende rilevando meglio gli attacchi, ma potrebbero anche aumentarlo se gli hacker malintenzionati fossero in grado di assumere il controllo di sistemi, macchine o veicoli. L’intelligenza artificiale potrebbe consentire il verificarsi di incidenti informatici più gravi e mirati riducendo i costi di ideazione degli attacchi. Lo stesso attacco hacker, o errore di programmazione, può essere replicato su numerose macchine.
RISCHI EMERGENTI – Per identificare i rischi emergenti dell’intelligenza artificiale, Agcs si è concentrata su cinque aree: accessibilità del software, sicurezza, accountability, responsabilità ed etica. In termini di sicurezza, per esempio, «la corsa all’immissione sul mercato dei sistemi di intelligenza artificiale potrebbe portare a controlli insufficienti, che sarebbero invece necessari per garantire l’impiego di sistemi di intelligenza artificiale sicuri, funzionali e cibernetici. Ciò potrebbe portare a un aumento dei prodotti difettosi con il conseguente ritiro dal mercato».
Per quanto riguarda la responsabilità, in futuro i sistemi dell’intelligenza artificiale «potranno prendere molte decisioni al posto dell’uomo, ma non potranno essere ritenuti legalmente responsabili di esse. In generale, il produttore o il programmatore software dei sistemi di intelligenza artificiale è responsabile per i difetti che causano danni agli utenti. Tuttavia, le decisioni di intelligenza artificiale che non sono direttamente correlate alla progettazione o alla produzione, ma che sono prese da un sistema di intelligenza artificiale a causa della sua interpretazione della realtà, non avrebbero alcuna parte responsabile esplicita, secondo la legge vigente».
IL RUOLO DEGLI ASSICURATORI – Secondo Agcs, gli assicuratori avranno un ruolo «cruciale» da svolgere nel «contribuire a minimizzare, gestire e trasferire i rischi emergenti derivanti dalle applicazioni di intelligenza artificiale». Le coperture tradizionali dovranno essere «adattate per proteggere sia i consumatori, sia le imprese. Le assicurazioni dovranno affrontare meglio determinate esposizioni, come gli attacchi informatici, l’interruzione dell’attività, il ritiro dei prodotti e i danni alla reputazione. Probabilmente saranno adottati nuovi modelli assicurativi di Rc, per esempio in settori come la guida autonoma, per aumentare la pressione sui produttori e sui fornitori di software e ridurre la responsabilità oggettiva dei consumatori».
Il settore assicurativo è stato uno dei primi ad adottare l’intelligenza artificiale, in quanto gestisce molti dati e processi ripetitivi e «incrementando l’analisi dei dati, l’intelligenza artificiale consentirà inoltre agli assicuratori e ai loro clienti di comprendere molto meglio i propri rischi, in modo da poterli ridurre in modo più efficace e sviluppare nuove soluzioni assicurative». (fs)
© RIPRODUZIONE RISERVATA










