11 aprile 2018 17:38

SIKURA LIFE PUNTA SULL’ITALIA. MUSCHIK: «IL 2018 ANNO DI RODAGGIO». E PER LA DISTRIBUZIONE SCEGLIE…


La compagnia, marchio di Sikura Leben Ag, autorizzata dall’autorità di vigilanza del Liechtenstein (Fma), opera da pochi mesi in Italia in regime di libera prestazione di servizi nei rami I e III vita. Il chief executive officer svela a Tuttointermediari.it come intende operare, gli obiettivi e a quali tipi di intermediari si rivolge (c’è spazio anche per gli agenti). 

  

Andreas Muschik

Il mercato assicurativo italiano continua a catturare l’attenzione di operatori internazionali. È il caso di Sikura Life, marchio di Sikura Leben Ag, compagnia assicurativa attiva nello Spazio economico europeo (fa parte della Holding Fischer Acquisition Ag, gruppo svizzero attivo in campo finanziario e immobiliare, con oltre 4 miliardi di euro di attività gestite) e autorizzata dall’autorità di vigilanza del Liechtenstein (Fma). Sikura Life opera da pochi mesi in Italia in regime di libera prestazione di servizi (Lps) nei rami I e III vita. Per distribuire i propri prodotti fa leva sugli intermediari. In particolare sui broker in modo diretto e sugli agenti in modo indiretto.

Ma quali sono gli obiettivi della compagnia nel nostro Paese? Come opera sul campo? Che cosa offre? Tuttointermediari.it ne ha parlato con Andreas Muschik, chief executive officer di Sikura Life. Doppia cittadinanza tedesca e svizzera, Muschik è laureato in matematica presso le Università di Würzburg e Padova ed è iscritto alle associazioni degli attuari in Svizzera e in Germania; vanta oltre 30 anni di esperienza al servizio di compagnie di assicurazioni e riassicurazioni. E parla un buon italiano.

Domanda. Perché avete deciso di operare nel mercato italiano?

Risposta. Prima di rispondere a questa domanda vorrei fare una premessa e spiegare il motivo per il quale abbiamo deciso di avere la sede nel Liechtenstein, che fa parte dello Spazio economico europeo e ci consente di operare all’interno della Unione Europea alla stregua di qualunque altro paese comunitario. Inoltre presenta una serie di garanzie rispetto anche a compagnie stabili in Italia: grazie alla stabilità politica, alla solidità del sistema finanziario e alla certezza del diritto, il Liechtenstein può fregiarsi del Rating AAA, riconosciutogli dalle principali agenzie indipendenti di valutazione (S&Poor’s). Oltre a quanto già richiesto dalla normativa Ue Solvency II in materia di tutela dei consumatori, il Liechtenstein impone alle compagnie di assicurazione ulteriori obblighi in termini di solvibilità e di compliance. In Liechtenstein il segreto assicurativo è equiparato a quello bancario e questo tutela l’investitore. E vengo adesso alla sua domanda: per quanto riguarda il settore vita, quello italiano è, storicamente, fra i mercati più importanti a livello europeo, se non altro per la grande propensione al risparmio da parte degli italiani. Non a caso, anche in periodi di forte crisi, il risparmio, in questo Paese, non è mai sceso sotto una soglia minima per cui dovendo cominciare a operare e avendo la possibilità di lavorare in Lps dal Liechtenstein è stato naturale pensare a uno dei mercati più interessanti quale è, appunto, quello italiano.

D. Sikura Life da quando è, di fatto, operativa nel nostro Paese?

R. L’idea di lavorare in Italia è nata un anno fa. La fase propedeutica per poter operare è cominciata la scorsa estate con la formulazione dei contratti relativi ai prodotti, i vari depositi presso Consob e via dicendo. Le prime polizze emesse hanno decorrenza novembre 2017.

D. Quali prodotti distribuite attualmente?

R. Sikura Life è presente in Italia con le soluzioni Kis (Key insurance solution) e Promise, polizze unit linked a vita intera, che consentono di associare all’investimento finanziario i benefici di una polizza assicurativa, con interessanti agevolazioni fiscali e possibilità di pianificazione successoria. In più prevedono l’opportunità di versare il premio in modalità unica e ricorrente.

D. Quale è il target di clientela a cui vi rivolgete?

R. Per essere presenti in tempi rapidi sul mercato italiano abbiamo cercato di strutturare dei prodotti che potessero agevolarci in questa fase. Per questa ragione abbiamo associato un prodotto che va bene sia a premio unico, quindi capace di interessare anche una clientela affluent, sia a premio ricorrente, più propenso per una clientela più retail mass market. Il premio minimo previsto è trimestrale e pari a 300 euro; dunque alla portata di tutti. Inoltre abbiamo cercato di differenziarci dal mercato, considerato che le polizze assicurative intrinsecamente di base hanno un orizzonte temporale lungo, e a volte lunghissimo, premiando i sottoscrittori che detengono investimenti per periodi prolungati riconoscendo un bonus per la permanenza pari all’importo di un premio annuale.

D. In prospettiva avete in mente di commercializzare altri prodotti?

R. Sì. A maggio lanceremo la nostra soluzione Pir (Piani individuali di risparmio) e sarà una novità assoluta per il mercato italiano.

D. Cioè? Diverse compagnie lo hanno già fatto…

R. La novità sta nel fatto che il nostro prodotto prevede il versamento di premi anche ricorrenti. Non mi sembra che oggi ci siano compagnie, ma anche altri operatori come banche e sim, in grado di dare questa opportunità. Oggi i prodotti presenti sul mercato prevedono quasi esclusivamente, se non esclusivamente, il premio unico. Abbiamo deciso di strutturare il Pir in questo modo perché secondo noi gli importi dei premi, e i limiti, che è possibile sottoscrivere in una soluzione come il Pir, ben si sposano con la logica di una polizza assicurativa. Parliamo infatti di un orizzonte temporale per poter godere dei benefici fiscali di 5 anni che per noi è compatibile con un prodotto assicurativo.

D. Attraverso quale canale avviene la distribuzione dei prodotti?

R. Abbiamo stretto una collaborazione con due grandi società di brokeraggio indipendenti specializzate nella consulenza finanziaria e assicurativa: si tratta di Assinvest Italia srl e B-One srl.

D. In base a quale criterio avete scelto questi due intermediari?

R. La strategia di Sikura Life è quella di avere partner di esperienza. Non confezioniamo un prodotto e poi ricerchiamo i venditori a livello locale. Non ha senso. Decidiamo, invece, sin dall’inizio con quale partner collaborare sulla base della sua esperienza nel mercato. Con Assinvest Italia e B-One è stato così. In realtà, dovendo partire sul mercato italiano senza una stabile organizzazione abbiamo cercato di massimizzare i nostri sforzi rivolgendoci a strutture che avessero innanzitutto una capillarità sull’intero territorio nazionale e una solida struttura anche di back office e questo per rendere più agevole anche la fase amministrativa. Anziché fare singoli contratti con collaboratori piccoli abbiamo cercato di centralizzare la distribuzione attraverso dei broker strutturati.

La home page del sito www.sikuralife.it

D. Avete intenzione di ampliare il numero delle società di brokeraggio con le quali collaborate?

R. Sì. Il nostro obiettivo è avere all’interno della rete di distribuzione un altro partner che possa fungere da wholesale broker per intercettare quella parte di mercato distributivo che risponde alle lettere A, vale a dire gli agenti. Siamo in dirittura di arrivo per formalizzare un accordo.

D. Quindi gli agenti che volessero collaborare con Sikura Life cosa devono fare?

R. Eventuali rapporti con agenzie assicurative saranno mediati dalle società di brokeraggio nostre partner.

D. Accordi con banche o sim?

R. Allo stato non ne abbiamo. Non escludiamo in futuro di poter studiare collaborazioni con intermediari un po’ più strutturati presenti sul mercato. È un obiettivo per noi molto ambizioso, però preferiamo fare un passo alla volta.

D. Cosa vi aspettate in termini di raccolta premi?

R. L’obiettivo di Sikura Life è essere presenti in tutti i mercati interessanti: Liechtenstein, Germania, Svizzera e Austria. L’Italia attualmente rappresenta una fetta molto importante del portafoglio e ci aspettiamo già nel corso del 2018 un discreto numero di polizze per poter poi pianificare, già dal 2019, un vero sviluppo. Da questo punto di vista ci aspettiamo un grande ritorno dal lancio del prodotto Pir di cui parlavo prima. Per quanto riguarda i numeri direi che è prematuro parlarne. Il 2018 ci servirà per rodare la macchina.

Fabio Sgroi

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