11 aprile 2018 10:51

IDD E IL DECRETO “AMMAZZA AGENTI”: LO SNA PUNTA L’INDICE CONTRO L’IVASS E PRESENTA UN ESPOSTO ALLA PROCURA


Iniziativa clamorosa del Sindacato nazionale agenti, secondo cui ci sarebbe l’istituto di vigilanza dietro il provvedimento assunto dal governo uscente.
  

Un esposto presso la Procura della Repubblica depositato lo scorso 4 aprile. Contro l’Ivass. È l’ultima iniziativa del Sindacato nazionale agenti contro quello che lo stesso sindacato ha definito il decreto Ammazza agenti che, «con un colpo di coda del governo uscente, ha inteso stravolgere le modalità di pagamento dei premi assicurativi e il sistema sanzionatorio di settore, creando condizioni di massima criticità per gli agenti e per l’ampia porzione di libero mercato che si appoggia all’ormai diffusissimo sistema delle collaborazioni tra intermediari», si legge in una nota.

Lo Sna è uscito allo scoperto, puntando l’indice nei confronti dell’Ivass che, secondo la documentazione raccolta dal sindacato, «avrebbe ispirato il provvedimento assunto dal governo poche settimane prima delle elezioni, adducendo come unica (e vaga) motivazione una non precisata “richiesta del mercato”».

Tanto l’Ania, quanto Confconsumatori, fa presente lo Sna, «hanno dichiarato non solo di non aver mai sollecitato tale modifica legislativa, ma di non risultarne neppure avvantaggiate in caso di definitiva approvazione. Ma chi, se non le compagnie (rappresentate dall’Ania), i consumatori (rappresentati dalle loro associazioni) e gli intermediari rappresentano “il mercato”? E se nessuno di questi soggetti ha ritenuto che un tale profondo, dirompente, potenzialmente distruttivo, discriminatorio, ingiustificato intervento fosse necessario, se dunque “il mercato” non ha in definitiva fatto nessuna richiesta in tal senso all’Ivass, perché l’istituto di vigilanza ha ritenuto di doversene far carico? A vantaggio di chi?».

Senza dubbio è una iniziativa che rischia di minare i rapporti fra l’Ivass e lo Sna. Al momento, da parte dell’istituto di vigilanza, non c’è alcuna nota ufficiale in risposta all’azione, clamorosa, del sindacato.

Fabio Sgroi

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