23 marzo 2018 16:12

DEMOZZI SCRIVE A MATTARELLA: «A RISCHIO 200.000 PROFESSIONISTI E IL MODELLO DISTRIBUTIVO PLURIMANDATARIO»


Il presidente dello Sna chiede di non ratificare il decreto legislativo che impone ai clienti degli agenti la rimessa diretta dei premi alle compagnie. «È un provvedimento incostituzionale», dice.  

Claudio Demozzi

Nella giornata di ieri, il Sindacato nazionale agenti di assicurazione ha inviato una lettera al Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, e al presidente del Consiglio dei Ministri, Paolo Gentiloni, per richiamare ulteriormente l’attenzione delle istituzioni politiche sul fatto che «le disposizioni contenute nello schema di decreto (il riferimento è al Decreto Legislativo approvato dal Consiglio dei Ministri lo scorso 8 febbraio, in base al quale agenti e subagenti assicurativi non potrebbero più incassare i premi dagli assicurati versandoli sul proprio conto corrente separato come previsto dal Codice delle Assicurazioni), sulle quali nessun confronto è stato posto in essere con le categorie interessate, avrebbero un impatto devastante con il mondo della intermediazione assicurativa, producendo effetti nei confronti di oltre 20.000 agenti assicurativi, 30.000 dipendenti degli agenti, 200.000 subagenti e produttori, con gravissimo pregiudizio degli interessi dei consumatori».

Lo Sna ha evidenziato come il Decreto Legislativo, qualora venisse adottato secondo lo schema attualmente predisposto, risulterebbe «palesemente incostituzionale per eccesso di delega e violazione della disposizione comunitaria che l’Italia è tenuta ad attuare».

Con questa iniziativa, lo Sna intende compiere un ulteriore passo nella mobilitazione iniziata il mese scorso per evitare la ratifica dello schema di Decreto Legislativo approvato dal Consiglio dei Ministri ormai un mese e mezzo fa.

Inoltre, nello schema di D.Lgs, ricorda lo Sna, si fissano i limiti delle sanzioni pecuniarie a carico degli agenti a cifre assolutamente «sproporzionate e inarrivabili» per tutti gli aderenti alla categoria (700.000 euro per le persone fisiche e 5 milioni di euro per le società) «senza individuare alcun criterio di graduazione e in contrasto con i criteri di proporzionalità indicati dalla Idd – Direttiva Europea sulla Distribuzione», che entrerà in vigore il prossimo ottobre.

«Abbiamo invitato la più alta carica dello Stato a non sottoscrivere e quindi a non ratificare lo schema di Decreto Legislativo, re-inviandolo al Governo per le necessarie modifiche», ha dichiarato Claudio Demozzi, presidente dello Sna, «chiedendo inoltre contestualmente tempestiva audizione al presidente del Consiglio dei Ministri Paolo Gentiloni. La nostra azione non si ferma e non si fermerà fino alla sostanziale modifica di queste norme che rischiano di decretare la morte di 200.000 professionisti e la fine del modello distributivo plurimandatario, voluto e incentivato dalla normativa europea, ma da sempre ostacolato in Italia dai soliti poteri forti».

Fabio Sgroi

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