12 marzo 2018 9:45

MARGAS: QUANDO LA SPECIALIZZAZIONE (RISCHI TECNOLOGICI) PAGA


La società di brokeraggio da quasi 40 anni è operativa nel campo dei rischi informatici e oggi guarda con occhio esperto le dinamiche legate a questo ambito. Gli amministratori Cesare e Nicola Burei raccontano a Tuttointermediari.it come opera la società di intermediazione e le ultime iniziative lanciate.

 

Cesare Burei

Fra i rischi emergenti e più preoccupanti soprattutto per le imprese di tutti i settori c’è sicuramente quello informatico, al punto che il cyber risk è uno dei temi più gettonati degli ultimi mesi. C’è chi, fra le società di intermediazione assicurativa, si sta attrezzando per coprire questo rischio e c’è chi, al contrario, da anni opera proprio su questo fronte.

È il caso di Margas, srl, società di brokeraggio assicurativo con sede legale a Padova. Fondata agli inizi degli anni Ottanta da quello che è l’attuale presidente Luigi Burei (classe 1941), la società annovera in qualità di amministratori i fratelli Cesare, 50 anni, e Nicola Burei, 44 anni (entrambi figli di Luigi). Core business della società è, manco a dirlo, tutto ciò che riguarda i rischi tecnologici, con focus su cyber risk analisys & insurance, risk management consulting, industrial risks, business interruption e D&O (directors and officers liability).

Qualche settimana fa, Margas ha fatto parlare di sé a seguito del lancio della polizza Privacy & Cyber Risk, nata dalla collaborazione fra la compagnia Reale Mutua, la stessa società di brokeraggio e il vendor It G Data (specializzato nella lotta e prevenzione contro le minacce informatiche): una polizza Rc dedicata alle Pmi clienti del vendor, con l’obiettivo di preparare le imprese al Gdpr (il nuovo Regolamento per la protezione dei dati personali) e facilitare il percorso per essere compliance con la normativa. Tuttointermediari.it ha intervistato Cesare e Nicola Burei per approfondire non solo questo aspetto, ma anche per conoscere l’attività della società.

Domanda. Come è nata questa “passione” per i rischi industriali e tecnologici?

Cesare Burei.  L’estrazione di Margas è estremamente tecnica e da sempre abbiamo avuto la passione per l’informatica. Credo che la nostra società di brokeraggio sia stata una delle prime, già negli anni Ottanta, ad avere un sistema informatico ad hoc al proprio interno. La passione, quindi, viene da lontano. Abbiamo iniziato ad affrontare i primi rischi cyber all’inizio degli anni Duemila facendo sottoscrivere le prime polizze che già da allora coprivano tutti i rischi legati all’informatica. Nel corso degli anni abbiamo seguito l’evoluzione di questo settore, che non è per niente semplice. Si tratta, infatti, di contratti per i quali è richiesta una grande preparazione tecnica. In altre parole bisogna conoscere aspetti come la struttura di un sistema informatico, quali implicazioni ha dal punto di vista della business continuity e della sicurezza, e altro. Solo successivamente è possibile strutturare una offerta assicurativa.

Nicola Burei

D. Faceva riferimento all’evoluzione del settore: in questo momento non si parla d’altro che del nuovo regolamento europeo sulla protezione della privacy (Gdpr). Quale è la percezione delle imprese? Hanno consapevolezza delle novità che saranno introdotte? Qualcuno ha avanzato la richiesta di assicurare le sanzioni previste dal regolamento per chi non si adeguerà?

Cesare Burei. Parto dall’ultima domanda e le dico che sì, qualche azienda ci ha chiesto di assicurare le sanzioni, anche se ciò non è possibile. Per il resto devo dire che è aumentata la sensibilità nei confronti della responsabilità che può essere imputata agli attori aziendali. Il principio di “accountability” (responsabilizzazione e obbligo di rendicontazione, ndr) è forse quello che più sta svegliando le coscienze delle aziende e sappiamo che, nel nuovo Gdpr, questo principio è molto forte. Le aziende devono analizzare come stanno lavorando e chi sono i responsabili del trattamento dei dati: è questa l’esigenza che attualmente ci viene evidenziata dalle aziende. Ciò si traduce, nel caso di aziende che lavorano nell’information technology, in polizze D&O o di Rc professionale oppure di rilettura dei contratti da parte di imprese nostre clienti sempre nell’ottica del nuovo Gdpr.

D. Margas, in linea generale, ha adeguato i prodotti alla luce del nuovo regolamento oppure sostanzialmente erano già compliance?

Cesare Burei. I prodotti cyber attualmente sul mercato prevedono già una parte relativa alla cosiddetta data breach (violazioni di dati personali, ndr), quindi le spese conseguenti alla difesa e alla ricostruzione della propria immagine, nonché quelle di notifica che possono essere molto pesanti. Quasi tutti i prodotti presenti sul mercato in questo momento hanno già nel Dna questa parte.

D. Eppure si fa fatica a inquadrare perfettamente tutto ciò che ruota attorno al cyber risk. Mi riferisco, in particolare, alla mancanza di dati certi per esempio sui sinistri…

Cesare Burei. È vero, dati pubblici sui sinistri in ambito cyber risk ce ne sono pochissimi. Non disporre di informazioni di questo tipo è un limite per le compagnie quando devono strutturare i prodotti e deciderne il prezzo. Margas, che ha al proprio interno un ufficio sinistri, negli ultimi due anni ne ha gestiti tre.

D. Parliamo dell’iniziativa che avete lanciato qualche settimana fa: una polizza per le imprese clienti di G Data, per tutelare i dati personali di cui sono responsabili. Il tutto con la collaborazione di Reale Mutua. Come è nata l’idea?

Cesare Burei. In pratica ascoltando quella che era una esigenza di G Data, che ci ha chiesto di dare un valore aggiunto al prodotto tecnico. Abbiamo quindi tradotto in un linguaggio “assicurese” questo bisogno avvalendoci del supporto di Reale Mutua. C’è voluto un anno di lavoro nel quale noi, il vendor e la compagnia ci siamo confrontati per far emergere ciò che interessava e che fosse veramente utile e di facile proposizione. Noi abbiamo costruito il testo assicurativo sulle esigenze di G Data.

D. La risposta di Reale Mutua è stata positiva sin dall’inizio?

Nicola Burei. Come accade sempre quando ci si trova di fronte a delle novità, ci sono compagnie che per mille ragioni sono disponibili a rischiare, altre che, al contrario, sono meno propense. Con Reale Mutua abbiamo trovato subito una disponibilità per quello che può definirsi un esperimento.

D. Come si pone Margas di fronte all’eventualità di replicare per altri vendor una iniziativa del genere?

Nicola Burei. Non avremmo problemi a replicare questa iniziativa con altri interlocutori naturalmente con le dovute differenziazioni. Già in passato ci sono stati approcci di questo tipo e dopo l’uscita di questo prodotto abbiamo ricevuto delle telefonate da parte di chi ci ha chiesto di riprendere il discorso. Siamo in attesa di sviluppi.

D. Quali altre iniziative avete lanciato o sono in cantiere?

Nicola Burei. Con grande soddisfazione siamo stati ingaggiati su delle polizze in ambito appalti pubblici per la realizzazione di un nuovo polo tecnologico a Bolzano. Si tratta di un settore che seguiamo da tantissimi anni e su cui puntiamo molto.

Cesare Burei. Un altro progetto su cui stiamo lavorando è l’analisi dei contratti dei fornitori dei nostri clienti, una sorta di compliance per arrivare a una filiera sicura anche dal punto di vista assicurativo. Molto spesso, infatti, sui fornitori dei nostri clienti abbiamo riscontrato coperture assicurative insufficienti. Altro  ambito su cui Margas è presente è quello della formazione e associativo. Nicola fa parte del consiglio direttivo dell’Aiba (Associazione italiana brokers di assicurazione e riassicurazione, ndr) e del comitato tecnico scientifico della stessa associazione. Entrambi siamo docenti presso il Cineas (Consorzio di ingegneria delle assicurazioni del Politecnico di Milano, ndr).

D. Quante sono, oggi, le aziende che si affidano a Margas?

Nicola Burei. Le Pmi sono il nostro core business. Per intenderci si tratta di imprese con un fatturato fino a 200 milioni di euro. Oggi assicuriamo circa 200 aziende.

D. Dove sono ubicate? Quale è il vostro raggio di azione?

Cesare Burei. Sono principalmente aziende del nord-est e della Lombardia, internazionalizzate e quindi con sedi all’estero. Se escludiamo il petrolifero e il farmaceutico, copriamo tutti i settori.

D. Avete in essere collaborazioni con agenzie assicurative?

Cesare Burei. Sì e siamo a disposizione di chi intendesse lavorare con noi.

D. Il business model di Margas fa leva sulla specializzazione. In un mercato assai concorrenziale quanto conta una scelta strategica di questo tipo?

Cesare Burei. La specializzazione è forse l’unica strada per continuare a operare in questo mercato. Essere generalisti vuol dire scontrarsi con realtà ben più grandi con l’impossibilità di competere. Per Margas la specializzazione rappresenta la vita della società; quello che riscontriamo è una enorme richiesta di competenza e le aziende, ci dicono, fanno fatica a trovarla. Uno dei campi dove la competenza ci è stata riconosciuta è quella della Rc professionale delle società di informatica: come dicevo prima, è fondamentale conoscere molto bene il mondo informatico e le problematiche connesse.

Fabio Sgroi

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