24 febbraio 2018 14:59

CATTOLICA: IL NUOVO PIANO PORTERA’ A UNA TRASFORMAZIONE CULTURALE E NON SOLO INDUSTRIALE. MINALI: «DOBBIAMO EVOLVERE ED ESSERE PIU’ REATTIVI E VELOCI»


Il piano industriale 2018-2020 parte da 5 punti di forza, che l’AD intende trasformare in «punti di eccellenza». Così come 5 sono le opportunità di miglioramento che si intendono cogliere. Ecco come sarà assicurata l’esecuzione del piano…

Non c’è dubbio che Alberto Minali (foto a lato e sotto, durante la presentazione del piano industriale 2018-2020 a Milano), amministratore delegato di Cattolica Assicurazioni da giugno dello scorso anno, abbia portato una ventata di novità all’interno del gruppo veronese. La recente presentazione, il 29 gennaio scorso, del piano industriale 2018-2020 ha infatti ridato linfa ai progetti e agli obiettivi di Cattolica. Il nuovo piano industriale ha l’obiettivo di rendere Cattolica un gruppo «più innovativo, agile e reattivo, pronto a cogliere le sfide e le opportunità di un mercato sempre più competitivo, in un contesto macroeconomico ancora sfidante».

UNA TRASFORMAZIONE INDUSTRIALE E CULTURALE – Minali lo ha presentato così: «Quello 2018-2020 è un piano di trasformazione e di crescita, che però fa leva sulla storia e sui valori di Cattolica e che tiene conto dei 120 anni di storia del nostro gruppo; si innesta, quindi, su quella matrice di valori, tradizioni, spirito di forza che ha condotto la compagnia fino a oggi. È un piano che prevede una trasformazione industriale e, sottolineo, culturale del gruppo Cattolica». Minali ha aggiunto: «Dobbiamo fare evolvere la compagnia, che deve essere più reattiva e più veloce, e la sfida che cogliamo nel piano industriale è trasformare l’azienda mentre questa continua a produrre business e redditività».

Già, la velocità di esecuzione. L’AD non ha nascosto nulla: «dobbiamo fare in modo di aumentarla, dal momento che oggi siamo molto complessi, farraginosi e abbastanza lenti in alcune cose. Il nostro obiettivo deve essere quello di essere più snelli, cercando di rafforzare e diversificare il nostro modello di business. La stella polare è il servizio al cliente e alla fine credo che riusciremo a generare valore per tutti gli stakeholders, soci azionisti e per tutti coloro che sono legati a Cattolica».

LA BASE DI PARTENZA – Cattolica, ha specificato Minali, ha dei punti di forza che «dobbiamo trasformare in punti di eccellenza». Si tratta di 5 asset chiave della compagnia da valorizzare nel piano. Vediamoli: una base clienti «ampia e fedele» di oltre 3,6 milioni di persone, con focus su famiglie e Pmi e con una retention sulla Rc auto superiore al mercato; una capillarità dei canali distributivi con 1.500 agenzie diffuse su tutto il territorio e partnership con due delle top 5 banche; la redditività dell’auto che, «grazie alle scelte fatte in passato», ha detto Minali, «ci hanno permesso di avere un posizionamento del nostro business in zone e territori meno urbani e più periferici; ciò porta a una redditività superiore alla media di mercato (-4,5 p.p. loss ratio Rc auto rispetto al mercato, media ultimi 5 anni) e con una frequenza di sinistri decisamente inferiore (4,9% frequenza auto contro 6,2% del mercato, dati 2016)»; posizionamento su segmenti distintivi, in particolare agroalimentare, enti religiosi e terzo settore; solidità patrimoniale, con -9 p.p. di indebitamento contro la media dei principali player e con un Solvency 2 ratio superiore al 180%.

LE OPPORTUNITA’ DI MIGLIORAMENTO – Minali ha anche indicato 5 opportunità di miglioramento che si intendono cogliere. Si parte dall’innovazione, trasversale a tutta l’azienda e a tutti i processi. C’è poi il mix di prodotto e canale «abbastanza sbilanciato sull’auto (il 46% di clienti è monoprodotto auto) con una bassa prevalenza del ramo terzo nel business vita e con una quasi totale assenza del canale broker», ha puntualizzato Minali. E ancora la redditività non auto, «che non è assolutamente soddisfacente; gli 8 p.p. nel combined ratio danni non auto sopra la media di mercato con livelli di servizio non sono adeguati al nome di Cattolica», ha detto l’AD e la redditività vita che «deve crescere e che parzialmente abbiamo corretto con l’operazione di joint venture con il Banco Popolare Bpm». Infine la produttività caratterizzata da una bassa automazione dei processi e dall’elevata complessità operativa.

TARGET REALISTICI E AMBIZIOSI – La strategia del piano si basa su tre pilastri: crescita profittevole (rafforzamento e sviluppo raccolta diversificando canali e linee di business, anche con azioni inorganiche), innovazione & data management (innovazione dell’offerta e nei servizi facendo leva su dati e tecnologia) ed eccellenza tecnica (incremento della profittabilità attraverso la sofisticazione tariffaria, il recupero della redditività aziende, innovazione nella gestione dei sinistri e shift verso prodotti vita capital light). Minali ha illustrato i target 2020, di cui Tuttointermediari.it ha già scritto, seppur in modo sintetico (nei prossimi giorni gli aspetti più significativi saranno approfonditi attraverso articoli dedicati), definendoli «realistici e ambiziosi in termini di crescita, eccellenza tecnica e innovazione».

L’esecuzione del piano sarà assicurata dal pragmatismo (il piano è organizzato in 21 progetti, già avviati, di cui sono stati individuati i responsabili e assegnati obiettivi; gli obiettivi sono sotto il controllo del management e basati su efficienza, eccellenza tecnica e crescita inorganica; nuovo processo di approvazione degli investimenti sulla base del business case), da una governance «rigorosa» (per il program management del piano è stata istituita una cabina di regia nell’area del chief financial officer; costituzione di comitati guida settimanali con l’AD  e i responsabili dei progetti; dashboard con key performance indicator per progetto monitorato settimanalmente) e dal coinvolgimento delle risorse (attraverso un modello di incentivazione esteso e allineato agli obiettivi del piano; team multidisciplinari a presidio dei progetti con coinvolgimento dei migliori talenti; potenziamento della capacità esecutiva con formazione e recruiting selettivo).

Minali ha anche assicurato trasparenza in merito alla strategia e all’esecuzione del piano: «andremo a rendicontare i punti di atterraggio delle varie iniziative del piano industriale con una cadenza annuale per i mercati e trimestrale per il consiglio di amministrazione di Cattolica», ha detto.

Fabio Sgroi

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