venerdì 08 Maggio 2026

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SNA: «NO AL TENTATIVO DELLE COMPAGNIE DI APPROPRIARSI DELL’INCASSO DEI PREMI DEI CLIENTI»

Il Sindacato nazionale agenti contesta una modifica legislativa approvata dal Consiglio dei Ministri nell’ambito del recepimento della nuova Idd.  

Il Sindacato nazionale agenti si oppone alla modifica dell’articolo 117 del Codice delle Assicurazioni introdotta all’articolo 1 comma 19 dello schema di D.Lgs. recante il recepimento della direttiva europea sulla distribuzione assicurativa 2016/97 (Idd) già approvato dal Consiglio dei Ministri che, qualora passasse definitivamente, imporrebbe agli agenti e ai subagenti di versare i premi incassati direttamente sul conto della mandante. È quanto si legge in un comunicato diramato dallo stesso Sna.

«Da tempo lo Sna metteva in guardia gli agenti di assicurazione dai numerosi e diversi tentativi delle imprese di appropriarsi dell’incasso dei premi dei clienti, disintermediando le agenzie e privandole dei relativi flussi finanziari», ha dichiarato il presidente Claudio Demozzi (nella foto) «e fortunatamente, anche grazie all’attività vigile del Sindacato e ai ripetuti richiami alla difesa di questa fondamentale prerogativa professionale degli agenti, la categoria ha resistito agli attacchi, continuando a intermediare la quasi totalità dei flussi finanziari dei clienti. Questa modifica legislativa rappresenta un ultimo disperato tentativo delle compagnie, attuato tramite una strenua attività lobbystica, di privarci di una facoltà fondamentale per la nostra professione e per il nostro ruolo di intermediari. Ma è un tentativo che sicuramente non è passato inosservato».

Per lo Sna, ancora una volta, in Italia, si rischia di vedere applicata una normativa europea «attraverso una personalizzazione ad uso e consumo dei soliti poteri forti». Il sindacato è già intervenuto con un proprio documento e nei prossimi giorni saranno valutate ulteriori azioni a difesa delle prerogative professionali degli agenti.

«Sono certo che qualcuno al Ministero abbia sottovalutato l’invasività della norma e la gravità del suo contenuto, che rischia di mettere in pericolo la sopravvivenza di migliaia di agenzie assicurative italiane; basti pensare ad esempio agli agenti plurimandatari, che non possono certo versare un assegno consegnato dal cliente, contenente il pagamento di più polizze contratte con più compagnie, spezzettandolo in più parti per versarne i singoli pezzi sui conti delle mandanti. Questa norma, tra l’altro, è palesemente un ostacolo al plurimandato e dunque alla concorrenza», ha concluso Demozzi.

Fabio Sgroi

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