È contrario alla legge sulla Concorrenza. E dopo l’intervento dell’Ivass hanno sostituito i numeri a pagamento con numeri verdi gratuiti.
Offrire servizi di assistenza telefonica alla clientela a tariffe maggiorate (con prefisso 199)? Non si fa. A ricordarlo è l’Ivass che, dopo aver ricevuto delle segnalazioni, è intervenuta presso 5 imprese di assicurazione e i loro partner bancari (i nomi non sono stati resi noti); tutti hanno sostituito i numeri a pagamento con numeri verdi gratuiti.
In particolare, l’istituto di vigilanza ha rilevato che, per ottenere informazioni sui sinistri, alcuni assicurati dovevano comporre numeri telefonici a tariffe superiori alle ordinarie.
L’Ivass ricorda che in base alla nuova Legge sulla Concorrenza (articolo 1, comma 130, della L. 124/2017 «Gli istituti bancari, le imprese di assicurazione e le società di carte di credito assicurano che l’accesso ai propri servizi di assistenza ai clienti, anche attraverso chiamata da telefono mobile, avvenga a costi telefonici non superiori rispetto alla tariffa ordinaria urbana. L’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni vigila sulla corretta applicazione del presente comma») gli istituti bancari e le imprese di assicurazione devono, appunto, «garantire l’accesso ai servizi di assistenza alla clientela a costi non superiori rispetto alla tariffa ordinaria urbana».
Per scongiurare il ripetersi di questi fenomeni, quindi in caso di utilizzo di linee con tariffe maggiorate, l’Ivass invita a effettuare segnalazioni al proprio contact center al numero verde 800 486661 o alla casella pec tutela.consumatore@pec.ivass.it.
Fabio Sgroi
© RIPRODUZIONE RISERVATA










