L’Ivass segnala l’ennesimo portale (Europeaassicurazioni.it) che promuove la vendita di polizze, ma che non è riconducibile ad alcun intermediario iscritto nel Rui. Il dominio è quasi simile a quello con cui Erv Italia era entrata nel mercato italiano. La compagnia, ovviamente, ha preso le distanze…
Agenzia Europea Assicurazioni. La società e il sito conseguente (www.europeaassicurazioni.it) non esistono nel panorama degli attori che si occupano di intermediazione assicurativa. In altre parole, non figurano nel Rui. A segnalarlo è l’Ivass, che in una nota ha informato della presenza del sito in questione, che promuove polizze Rc auto anche aventi durata temporanea e che riporta il numero di iscrizione al Rui di un intermediario, regolarmente iscritto, il quale ha dichiarato la propria totale estraneità alle attività svolte tramite questo sito.
I riferimenti riportati sul portale (nella foto, la home page) sono questi: telefono 06-92939833, whatsapp 347-3477959, E-mail europapreventivi@gmail.com.
A seguito delle verifiche espletate, l’Ivass ha accertato che l’attività di intermediazione assicurativa svolta attraverso questo sito è irregolare e, conseguentemente, ne ha chiesto l’oscuramento alle autorità competenti.
ERV ITALIA SI DISSOCIA – Erv Italia, filiale italiana di Erv, compagnia di assicurazioni specializzata nel ramo viaggi, parte del gruppo Ergo e di Munich Re, ha diffuso una nota attraverso la quale ha dichiarato la sua totale estraneità rispetto al sito europeaassicurazioni.it.
Erv Italia era entrata sul mercato italiano nel 2007 con la denominazione Europea Assicurazioni e con il dominio www.europea-assicurazioni.it: nel biennio 2011/2012 un’operazione di rebranding internazionale ha portato alla creazione di un unico marchio Erv, con la conseguente apertura dei domini www.erv-italia.it e www.erv.it.
Per Erv si tratta di una precisazione «doverosa» vista la «similitudine con la precedente denominazione di Erv Italia, anche in considerazione della presenza della compagnia sui canali distributivi on line», che potrebbe «trarre in inganno gli utenti con un conseguente danno di immagine». (fs)
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