sabato 07 Febbraio 2026

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UNA INDAGINE SUI FONDI PENSIONE A CONTRIBUZIONE DEFINITA

L’iniziativa è di Aon Hewitt ed è stata elaborata per descrivere un quadro della situazione oggi.
 

pensionsUna indagine sui Fondi pensione a contribuzione definita. L’iniziativa è di Aon Hewitt, società multinazionale di Aon specializzata nella consulenza direzionale, nella gestione delle risorse umane, nell’outsourcing, nei servizi attuariali e nella definizione delle politiche di benefits in particolare a livello multinazionale.

Aon ha in pratica raccolto un campione che include circa la metà dei fondi pensione contrattuali attualmente presenti sul mercato. Secondo i dati Covip solo questi fondi rilevati determinano un totale di circa 1,7 milioni di iscritti, con un patrimonio complessivo di circa 25 miliardi di euro (senza contare gli altri 18 fondi pensione che risultano inclusi nello studio).

I fondi pensione a contribuzione definita, secondo Aon, stanno assumendo un ruolo sempre piú importante. In particolare, dopo tutte le riforme del sistema pensionistico pubblico che si sono succedute nel corso degli ultimi 25 anni che hanno comportato una «forte riduzione della copertura garantita al pensionamento e un deciso ritardo del momento in cui è possibile accedervi».

Dal 1993 il legislatore ha operato una decisione precisa, prevedendo per i dipendenti la possibilità di essere iscritti esclusivamente ai fondi pensione a contribuzione definita. Per Aon questi programmi saranno quelli che «in futuro, finanziati per lo più tramite gli accantonamenti del trattamento di fine rapporto, consentiranno ai lavoratori di giungere al pensionamento e di ricevere un reddito complessivo adeguato. Non solo. Saranno probabilmente sempre questi programmi che consentiranno ai lavoratori di poter accedere al pensionamento in via anticipata o alle aziende di accompagnare gradualmente i dipendenti alla cessazione del servizio finale».

L’indagine condotta è stata improntata principalmente verso «l’analisi delle modalità attraverso le quali i programmi si organizzano per offrire al pensionamento una prestazione in linea con le necessità degli iscritti ed a comunicare il tutto in maniera adeguata». L’obiettivo è quello di «rappresentare un valido supporto per i fondi pensione nella definizione di una serie di azioni che rendano il sistema più in linea con le esigenze dei lavoratori». Clicca QUI per vedere i risultati dell’indagine. (fs)

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