Il presidente di Acb Broker, intervenuto a un recente convegno organizzato a Milano da Editrice Le Fonti, ha fatto il punto sullo stato attuale del settore assicurativo.
«I broker? Oggi devono innovarsi nel senso di modificare il loro approccio con il cliente, sia esso professionista, consumatore o piccola azienda. È arrivato il momento di dare una svolta». A parlare è Luigi Viganotti (nella foto), presidente di Acb Broker, associazione di categoria che rappresenta i broker. Intervenuto recentemente nel corso di un convegno organizzato a Milano da Editrice Le Fonti, Viganotti ha voluto dire la sua su quello che è lo stato del settore assicurativo in Italia, visto dal lato dei broker. Innanzitutto un tema di cui tanto si parla, vale a dire la mancanza di una cultura assicurativa da parte del consumatore e la scarsa comprensione quando si parla di polizze. «Tralasciando le grandi aziende che si appoggiano al risk manager, credo che in tutto il resto del comparto assicurativo (nei danni) manchi una cultura del rischio e la percezione dello stesso. Un imprenditore, oggi, non si rende conto di quali siano i rischi connessi alla sua attività». Da qui un cambio di passo da parte della categoria degli intermediari.
Un altro argomento su cui Viganotti è intervenuto è quello dell’innovazione, oggi molto gettonato soprattutto nei convegni. In particolare, il presidente di Acb Broker ha parlato dei prodotti , lanciando una frecciatina alle compagnie: «Nell’ultima relazione annuale dell’Ivass, il presidente Salvatore Rossi ha detto che nei confronti del cliente occorre fornire delle coperture tailor made. Un concetto che stride con quello di polizza standardizzata», ha sottolineato Viganotti. «Si parla tanto di innovazione: le compagnie comincino allora a rivedere i prodotti e le relative condizioni…».
E sulla tecnologia Viganotti ha detto: «Non possiamo farne a meno. Noi per primi, come associazione dei broker, siamo a livello tecnologico molto avanzati con strumenti che mettiamo a disposizione dei nostri associati per la gestione quotidiana delle loro attività. Innovazione, però, non vuol dire disintermediazione, ma prodotti offerti dalle compagnie veramente adeguati alle esigenze dei clienti. Mi riferisco non solo al lancio di polizze nuove, ma anche a una revisione di quelle già esistenti, soprattutto per quel che concerne le condizioni contrattuali».
Del resto, le normative stanno evolvendo verso questa direzione. «A breve avremo un’altra direttiva che riguarda la distribuzione assicurativa che sarà recepita dallo Stato italiano e cioè la nuova Idd. Una direttiva che porterà dei cambiamenti nel mondo della distribuzione e delle compagnie con dei prodotti che dovranno essere confezionati in modo diverso, più appropriati per il cliente che abbiamo di fronte. Prepariamoci realmente a cambiare la nostra cultura. Molto dipenderà anche da noi intermediari», ha concluso.
Fabio Sgroi
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