mercoledì 01 Aprile 2026

Il mondo dell’intermediazione assicurativa in primo piano

ROBERTO SALVI: «LE COMPAGNIE OSTACOLANO GLI AGENTI? MACCHE’. IL VERO PROBLEMA SONO LE NORMATIVE…»

Il presidente del Gruppo agenti di assicurazione Toro, intervenuto a un recente convegno organizzato a Milano da Editrice Le Fonti, ha affrontato varie tematiche: da Solvency 2 alle strategie commerciali delle imprese, dalla digitalizzazione alle opportunità per gli agenti.
 

Roberto SalviAlcune compagnie non stanno mettendo al servizio delle reti agenziali la tecnologia digitale? Poco male. Gli agenti oggi hanno tutte le carte per andare avanti e risolvere qualsiasi problema. Ne è convinto Roberto Salvi (nella foto), presidente del Gruppo agenti di assicurazione Toro, intervenuto a un recente convegno organizzato da Editrice Le Fonti a Milano. Salvi ha detto la sua anche su Solvency 2 e sulla ripercussione che potrebbe avere sul mondo della intermediazione. «Si tratta di una normativa i cui effetti gravano più sulle imprese in modo diretto piuttosto che sugli intermediari, quindi non impatterà in modo così pesante sugli agenti e sulla distribuzione in generale», ha detto.

Il rischio, però, è che la standardizzazione dei prodotti e la digitalizzazione possano incidere profondamente. «Non tutte le compagnie, per esempio, hanno scelto di mettere la tecnologia digitale al servizio delle reti. Nulla, però, in quest’ultimo caso impedirebbe agli agenti di gestire questo cambiamento, attraverso libere scelte imprenditoriali», ha sottolineato il presidente del Gaat, «penso per esempio al plurimandato e alle collaborazioni fra iscritti alla sezione A del Rui».

Il problema, semmai, è legato più alle normative esistenti che, secondo Salvi, vincolano non poco l’attività di intermediazione: «Penso al numero di firme che bisogna apporre per sottoscrivere in agenzia un contratto auto, io ne ho contate 17, mentre nel caso della vendita on line non è così. Credo che qualche correttivo vada apportato».

Diverso è il discorso per quanto riguarda la standardizzazione dei prodotti. «Se la normativa dovesse indirizzare le compagnie verso questo tipo di scelta certamente gli intermediari si muoverebbero in un’altra direzione, andando alla ricerca di soluzioni che possano salvare la nostra professione e soddisfare le esigenze dei clienti», ha affermato Salvi. Scelte che richiedono investimenti. «Non è vero che l’agente è refrattario all’investimento produttivo. Anzi. Il Gaat, per esempio, ha investito denaro e tempo per creare una società di intermediazione che oggi permette di allargare l’offerta a disposizione degli agenti».

Salvi ha concluso il suo intervento esprimendo «ottimismo» per quanto riguarda il futuro dell’attività di intermediazione assicurativa, e bacchettando, come suo solito, le compagnie: «Il mercato in generale credo debba fare una evoluzione, una maturazione. Oggi, per esempio, molte compagnie discutono ancora con i propri agenti sul possesso dei dati e della banca dati. Dobbiamo decidere: o mettiamo insieme e sfruttiamo le opportunità, senza che un parte prevalichi sull’altra e rispettando i ruoli reciproci, oppure ne usciremo con molta più difficoltà. O alcuni non ne usciranno proprio».

Fabio Sgroi

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