Gestione dei reclami, intermediazione finanziaria, Oria e la nuova Idd. Sono solo alcuni dei temi su cui l’Associazione italiana brokers di assicurazioni e riassicurazioni si è confrontata con il regolatore.
Cercare il dialogo con le istituzioni partecipando al confronto con «professionalità e trasparenza», anche attraverso la disponibilità a fornire dati, informazioni ed esperienza analitica del mercato è sempre stato un’attitudine dell’Associazione italiana brokers di assicurazioni e riassicurazioni (Aiba) e il presidente uscente Carlo Marietti (foto a lato), nella sua ultima relazione letta lo scorso 23 giugno, prima di lasciare la carica, lo ha sottolineato in più di una occasione.
In particolare, l’associazione si è concentrata nel seguire tutta la parte relativa alla nuova regolamentazione introdotta nel corso dell’ultimo periodo. In che misura ha inciso l’attività di Aiba?
«Possiamo ritenerci almeno parzialmente soddisfatti», ha evidenziato Marietti nella sua relazione. «Le modalità di erogazione della formazione professionale, le disposizioni in materia di semplificazione e la recente proposta di informativa pre-contrattuale per le garanzie danni, costituiscono esempi equilibrati di intervento regolamentare, anche grazie a un’attenzione dedicata dal Regolatore alle considerazioni da noi manifestate, sia in fase di pre-analisi regolamentare, sia in fase di pubblica consultazione del dispositivo in corso di emanazione».
Con particolare riferimento alle nuove disposizioni in materia di informativa pre-contrattuale, l’ormai ex presidente di Aiba ha sottolineato il ruolo «propositivo e di coordinamento svolto dalla nostra associazione, e riconosciuto pubblicamente dall’Ivass, che porterà a una significativa semplificazione della documentazione da consegnare alla quasi totalità dei nostri clienti».
RECLAMI – Meno soddisfacente, a detta di Aiba, è stato il risultato ottenuto con riferimento alle procedure per la gestione dei reclami da implementare entro la fine dell’anno in corso, dove l’Ivass «non ha ritenuto di valorizzare alcuni suggerimenti proposti, con particolare riferimento a un approccio proporzionato della regolamentazione sugli operatori di settore. Inoltre, l’assoluta mancanza di un’analisi accurata sul comportamento del mercato in occasione delle numerose forme di collaborazione tra intermediari ha condotto il Regolatore alla definizione di una procedura incongrua e certamente insoddisfacente per la risoluzione delle doglianze, su cui Aiba ha già richiesto all’Ivass una revisione del testo in via di autotutela, non escludendo una richiesta di intervento del giudice amministrativo in caso di conferma dell’attuale testo regolamentare».
INTERMEDIAZIONE FINANZIARIA – Negli ultimi due anni, Aiba ha lavorato, unitamente al Bipar, alla redazione di un testo di normativa comunitaria per il settore che mantenesse «alcune imprescindibili prerogative rispetto all’impostazione originaria, fortemente connotata dalla disciplina riguardante l’intermediazione finanziaria». Il risultato conclusivo, contenuto nel testo della direttiva 2016/97, ha fatto notare Marietti, «può giudicarsi complessivamente soddisfacente, a patto di proseguire l’azione di cooperazione e di confronto dialettico con le istituzioni comunitarie in vista della definizione di alcuni atti delegati demandati alla Commissione Europea con il supporto tecnico di Eiopa». Il lavoro che ora attende Aiba è di «stretta correlazione con il nostro Regolatore affinché gli atti delegati di prossima emanazione siano gestiti con proporzionalità da Ivass sviluppando una dialettica costruttiva con il Regolatore europeo».
ORIA – L’azione di lobbying che Aiba, insieme con le altre associazioni di categoria nazionali, ha portato avanti sul testo della direttiva intermediari nei due anni trascorsi, ha prodotto, tra gli altri, un effetto positivo anche sugli orientamenti nazionali in materia di vigilanza sugli intermediari assicurativi. Il riferimento è all’iter legislativo relativo alla nascita dell’Autorità di micro vigilanza di settore denominata Oria: si doveva trattare, ha ricordato Aiba, di un’associazione di diritto privato con competenze pubblicistiche che avrebbe avuto potere di intervento per la registrazione degli intermediari assicurativi, per la gestione delle prove di abilitazione professionale e per l’azione di vigilanza nonché sanzionatoria sul settore.
«Le questioni che più ci preoccupavano riguardavano la composizione del board, con una preoccupante prevalenza delle associazioni di banche e compagnie di assicurazione nella gestione dell’Ente, nonché la competenza di vigilanza e al potere sanzionatorio in assenza di presidi di terzietà, ora costituiti dalla neutralità della posizione giuridica di Ivass quale Ente pubblico e dalla presenza del Collegio di Garanzia deputato alla valutazione delle sanzioni disciplinari e composto da professionalità di alto standing in assenza di conflitti di interesse con la categoria», ha ricordato Marietti.
La normativa comunitaria, che andrà recepita entro il febbraio 2018, ha introdotto procedure qualificate di cooperazione tra autorità nazionali di vigilanza per la più efficiente gestione della vigilanza transnazionale, introducendo l’obbligo per le stesse autorità di avere natura pubblica senza conflitti di interesse con la categoria in conseguenza di partecipazioni dirette o indirette degli operatori di mercato: «questa formulazione», ha affermato Marietti, «ha di fatto reso incompatibile con il modificato quadro comunitario, il progetto nazionale di costituzione dell’Oria».
IDD – Per l’ex presidente di Aiba, il compito dell’associazione per l’immediato futuro sarà quello di «seguire attivamente l’iter di approvazione della direttiva affinché il testo di recepimento, che modificherà il titolo IX del codice delle assicurazioni, sia quanto più possibile in linea con gli orientamenti comunitari tenuto anche conto delle specificità nazionali, della eterogenea composizione del settore della intermediazione e delle prassi di mercato che hanno sino a oggi consentito un armonico sviluppo del settore senza ripercussioni negative rilevanti per i consumatori di servizi assicurativi».
Per Marietti «sarebbe auspicabile lo sviluppo di un tavolo di lavoro per il recepimento della direttiva comunitaria e comunque l’avvio di relazioni continuative con gli interlocutori governativi, nella fattispecie il Ministero dello Sviluppo Economico e il Ministero dell’Economia: purtroppo i continui cambiamenti organizzativi all’interno dei dicasteri citati e l’assenza di interlocutori attenti e sensibili alle tematiche assicurative, non hanno consentito sino ad oggi di costruire rapporti consolidati nel tempo, indispensabili per ottenere risultati soddisfacenti».
Fabio Sgroi
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