Secondo i lettori, il Sindacato nazionale agenti dovrebbe affrontare in primis le problematiche legate al Fondo pensione agenti e rinnovo Ana. Ma attenzione anche al fenomeno della disintermediazione…
Il Fondo pensione agenti e il rinnovo dell’accordo impresa agenti sono le tematiche più urgenti che il nuovo esecutivo nazionale del Sindacato nazionale agenti deve affrontare nelle prossime settimane. È il responso del sondaggio promosso da tuttointermediari.it, lanciato nei giorni precedenti l’ultimo congresso dello Sna (che si è svolto a Ferno, Varese) e proseguito anche dopo.
Per la verità non era così difficile sbagliare i pronostici: il riequilibrio del Fondo e un nuovo accordo che regoli il rapporto fra le compagnie e gli agenti sono due argomenti che non fanno dormire sonni tranquilli agli intermediari. Quello che invece ha sorpreso è il dato sul Contratto collettivo nazionale di lavoro dei dipendenti di agenzia: i partecipanti al sondaggio non vedono questo tema come prioritario. Eppure lo Sna sta affilando le armi, pronto per una battaglia.
La domanda che tuttointermediari.it ha posto ai lettori del sito era questa: Quali sono, in ordine di importanza, le tre tematiche che i nuovi vertici dello Sna devono affrontare e risolvere con urgenza? I risultati del sondaggio, quindi, vanno visti attraverso due prospetti: quello che riguarda il complesso delle risposte (tre) che ogni partecipante ha fornito e quello relativo al tema più urgente in ordine di importanza. La distinzione va fatta per capire meglio il senso delle risposte.
LA TEMATICA PIU’ URGENTE – Il 32% dei partecipanti al sondaggio ha indicato al primo posto, in ordine di priorità, la ricerca di una soluzione per riequilibrare i numeri del Fondo pensione agenti. Segue, distaccato di poco, l’argomento rinnovo Ana, con il 26%. A questo punto, come accennato in precedenza, ci dovrebbe essere il Ccnl, che è un argomento caldo e di estrema attualità. Non è così, per chi ha partecipato al sondaggio di tuttointermediari.it, perché al terzo posto (9%) troviamo la questione rivalsa e liquidazioni (che comunque è compreso nel discorso relativo al rinnovo Ana, ma che molti partecipanti hanno distinto).
Come ha risposto il restante 33%, quindi un terzo dei lettori che hanno preso parte al sondaggio? Alcune risposte sono davvero sorprendenti: il 6% ha, infatti, indicato prioritaria l’unificazione delle rappresentanze sindacali. Per alcuni l’unità sindacale conta più di qualunque altra cosa. Stessa percentuale per chi vorrebbe il rispetto del plurimandato. Un altro 6% vorrebbe che lo Sna portasse avanti il discorso legato alle semplificazioni. Solo il 3% dei lettori ha indicato il Ccnl come argomento più importante da affrontare. Un dato certamente che fa riflettere. Completano il quadro (sempre con il 3%) altre tematiche definite come urgenti: il riequilibrio economico delle agenzie, la definizione con Ania del ruolo dell’agente assicurativo, il rapporto con i gruppi aziendali agenti e la ripresa di una modalità di approccio più democratica con “tutti” i rappresentanti sindacali.
ATTENZIONE ALLA DISINTERMEDIAZIONE – Ogni partecipante al sondaggio poteva indicare, come detto, tre tematiche. Vediamo il resoconto delle risposte, viste in un’ottica generale, sottolineando subito che diversi lettori hanno chiesto al nuovo esecutivo dello Sna di vigilare sul rischio disintermediazione. Nessuno ha posto questo argomento come il più importante, ma lo hanno ricompreso fra le tematiche più urgenti da trattare.
Le prime quattro posizioni rispecchiano i risultati riportati in precedenza: Fondo pensione agenti (25%), rinnovo Ana (22%), Ccnl (13%) e rivalsa e liquidazioni (7%). In ambito generale, la questione legata al Ccnl, quindi, è maggiormente “sentita”, anche se, come abbiamo visto, non è in cima ai pensieri della maggior parte degli agenti. Il 6% chiede allo Sna di porre una certa attenzione sul fenomeno della disintermediazione. C’è chi ha chiesto, per esempio, di limitare i canali alternativi rispetto a quello agenziale, e di qualificare ed evidenziare (anche con una campagna mediatica) il ruolo dell’agente-consulente rispetto ai canali diretti. Un altro 6% vorrebbe che lo Sna si impegnasse a favorire la semplificazione e lo snellimento degli oneri burocratici in capo alle agenzie.
Il 3% ha indicato fra le priorità il riequilibrio economico delle agenzie, supportando gli agenti nelle loro rivendicazioni provvigionali. Con il 2% troviamo cinque risposte distinte: la revisione dello statuto (qualcuno ha auspicato la rappresentanza in seno al direttivo anche della “minoranza”), il rapporto con i gruppi aziendali agenti (definendo meglio, per esempio, il loro ruolo all’interno dello Sna), il rispetto del plurimandato, la definizione con Ania del ruolo dell’agente assicurativo e l’unificazione delle rappresentanze sindacali. Sulla revisione dello statuto, il dato fa riflettere. Da più parti viene invocato ma, stando ai risultati del sondaggio, in pochi ritengono sia una questione urgente. Altra considerazione sul rapporto fra Sna e i Gruppi agenti: si parla tanto della distanza fra lo Sna come istituzione e le rappresentanze agenziali aderenti al sindacato ma, anche in questo caso, è un argomento che non viene visto come primario.
L’1% chiede allo Sna di intervenire per la revisione dell’impianto sanzionatorio adottato dall’Ivass. Anche qui, una percentuale bassissima. E poi (sempre con l’1%): la ripresa di una modalità di approccio più democratica con “tutti” i rappresentanti sindacali, la riapertura di dialogo più ad ampio raggio con Ania, far rispettare le regole di distribuzione, lo sblocco della questione relativa alla staticità di Enbass e della cassa malattia, e una “pacificazione e democratizzazione interna con maggiore collegialità a livello di esecutivo nazionale”. Infine, c’è chi chiede allo Sna di studiare un modello per le agenzie di minore dimensione e di affrontare la problematica relativa alla privacy.
Fabio Sgroi
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