mercoledì 22 Aprile 2026

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INTERMEDIARI: «L’ADEGUATEZZA RIGUARDA TUTTE LE GARANZIE PROPOSTE E TUTTE LE POLIZZE, TAILOR MADE E STANDARDIZZATE»

È quanto ricorda l’avvocato Alessandro Calzavara, per il quale «l’adeguatezza è una caratteristica trasversale che deve connotare tutti i prodotti e che, in caso contrario, deve essere chiara al cliente e risultare documentalmente come previsto dalla normativa vigente».

 

Firma contrattoL’adeguatezza dei contratti è il tema affrontato da Cgpa Europe (compagnia specializzata nella Rc professionale degli intermediari assicurativi) nella sua ultima newsletter. Dopo aver ripreso il contributo di Andrea Dalla Villa, responsabile sinistri di Cgpa Europe, tuttointermediari.it focalizza l’attenzione su un altro contributo, qui riportato sinteticamente, quello dell’avvocato Alessandro Calzavara.

L’avvocato parte da un presupposto: «Il Codice delle Assicurazioni e il Regolamento Ivass n. 5 impongono a imprese e intermediari di vendere prodotti adeguati alle esigenze del cliente, previamente reso edotto delle caratteristiche della copertura assicurativa proposta, in modo da rendergli possibile una scelta consapevole, eventualmente integrando e sottolineando i contenuti del fascicolo informativo». Per Calzavara «l’adeguatezza è dunque una qualità che in astratto dovrebbe essere propria di tutte le garanzie proposte, ma che va verificata caso per caso attraverso un raffronto delle condizioni di polizza con gli effettivi bisogni dell’assicurato, il quale può consapevolmente “acquistare” anche un prodotto che non risponde appieno alle sue necessità, ove il mercato non offra la copertura “ideale”».

In questo caso, «la discrepanza tra garanzia e bisogno assicurativo deve risultare documentalmente nei termini previsti dall’art. 52 del Regolamento n.5 (“Dell’informativa fornita, inclusi i motivi dell’inadeguatezza, è data evidenza in un’ apposita dichiarazione, sottoscritta dal contraente e dall’intermediario”)».

L’intermediario deve descrivere il rischio, oggetto dell’assicurazione, limiti ed esclusioni. «Questo vale non solo per le polizze “tailor made”», ha sottolineato Calzavara, «ma anche per le polizze “standardizzate”, quanto meno per verificare con il cliente la congruità della garanzia “base” e la necessità/opportunità di “personalizzarla” mediante clausole aggiuntive o particolari (per quanto a loro volta “standardizzate”) che possono mitigare alcune esclusioni o estendere l’oggetto dell’assicurazione a specifiche esigenze del cliente. L’intermediario, quindi, nell’offrire al cliente una polizza standardizzata dovrà (se broker) verificare il prodotto migliore e più adeguato in termini di rapporto qualità/prezzo, ma in ogni caso (se agente) valutare e rappresentare al cliente in modo trasparente gli aspetti della copertura che comportano profili di inadeguatezza rispetto al rischio proposto e, nel caso, eventuali soluzioni complementari (clausole aggiuntive/estensioni)».

Fabio Sgroi

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