La convention di un mese fa ha permesso alla rete agenziale di conoscere la nuova proprietà. Adesso il futuro è più roseo.
È stato un anno assai “movimentato” per gli agenti Amissima Assicurazioni e Amissima Vita (ex Carige Assicurazioni e Carige Vita Nuova), che però si sta concludendo nel migliore dei modi. La convention (nella foto a lato), la prima, organizzata dalla nuova proprietà lo scorso 27 novembre a Roma (Sheraton Hotel) ha rasserenato gli animi degli intermediari, che si accingono ad affrontare il 2016 con fiducia.
Amissima Assicurazioni e Amissima Vita fanno parte del gruppo assicurativo Amissima e sono assoggettate alla direzione e al coordinamento si Amissima Holdings srl (già Primavera Holdings srl). Il contro della società è riconducibile al fondo Apollo, uno dei principali gestori di investimenti di livello globale.
«Il nostro nuovo nome, Amissima, evoca una start-up con la capacità di essere pioniera e visionaria ma, al tempo stesso, accogliente e vicina. Amis sintetizza la nostra origine e il nostro business, Asset Management & Insurance Solutions, che dà origine a un nome che contiene i significati di reciprocità, vicinanza, relazione e dialogo, valori che ci contraddistinguono», ha detto Roberto Laganà, amministratore delegato e direttore generale di Amissima Assicurazioni e Amissima Vita.
Ma torniamo alla rete agenziale. Quali impressioni ha raccolto la rete dopo l’evento di Roma? tuttointermediari.it ha fatto il punto con Letterio Munafò (nella foto sotto a destra), storico presidente del Gruppo Agenti Assicurativi Amissima (ex Gruppo Agenti Assicurazioni Carige).
«È stata una convention di alto livello e che ha visto la presenza non solo di tutti i dirigenti della compagnia, compresi gli ispettori e i capi area, ma anche di quasi tutti gli agenti, circa 600, in rappresentanza delle 400 agenzie. È stato un momento emoziante per tutti, anche per me quando ho preso la parola. L’impressione generale che abbiamo avuto è stata senz’altro positiva, sotto tutti i punti di vista. Abbiamo avuto delle rassicurazioni da parte del top management. La compagnia ha voluto porre al centro di tutto la rete agenziale, verso la quale è stata riconoscente per il lavoro che ha svolto e per tutti i sacrifici che ha fatto in questi ultimi due anni e mezzo».
In realtà il gruppo agenti aveva avuto la possibilità di conoscere già qualche mese prima i vertici della nuova proprietà. «Sì», ricorda Munafò, «ho conosciuto i nuovi azionisti a maggio scorso, quando siamo stati ricevuti a News York, presso la sede di Apollo, insieme alla dirigenza e ad altri agenti. Già allora la mia impressione è stata quella di avere di fronte una società importante, impegnata a livello di business in tutto il mondo e con un fatturato notevole».
Durante l’evento di Roma la compagnia ha parlato di progetti. «La nuova proprietà ha intenzione di implementare il proprio portafoglio, il piano industriale è ambizioso: superare nell’arco dei prossimi 5 anni il miliardo di portafoglio», ha detto Munafò. «Il nostro gruppo agenti ha garantito il suo impegno a collaborare con la mandante, tenendo conto delle attuali difficoltà legate alle dinamiche di un mercato assicurativo che penalizza la distribuzione agenziale, soprattutto nella Rc auto».
Il Gruppo Agenti Assicurativi Amissima crede nella compagnia e Munafò lo ha ribadito più volte. «Crediamo sì nella mandante, crediamo nel nostro amministratore delegato Laganà che è una persona che dice le cose e le rispetta. E poi lo sentiamo vicino: è uno che si immedesima nell’ambito degli agenti, sa che hanno una famiglia e si impegna a garantire loro la possibilità di crescere. Una crescita, aggiungo, che non può essere discriminata o discriminante, ma deve essere omogenea, a 360 gradi e su tutti i rami».
Il rapporto fra compagnia e rete, quindi, è positivo. «Il dialogo con l’attuale top management è trasparente e quello di fare squadra rappresenta una condizione ideale per raggiungere insieme i risultati. Sono convinto, infatti, che il muro contro muro non porti da nessuna parte. Mi auguro di proseguire su questa strada», ha concluso Munafò.
Fabio Sgroi
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