Le rilevazioni sono limitate e per questo non è semplice definire i prezzi delle polizze Rc sanitarie. In questo articolo sintetico si riportano i dati raccolti negli anni dall’associazione delle imprese.
Il problema dell’andare a definire i prezzi delle polizze Rc sanitarie è tale anche per la mancanza di rilevazioni statistiche certe sull’andamento tecnico legato ai sinistri causati dalla malpractice. Assicurazioni, broker ed enti pubblici incaricati di raccogliere i dati delle strutture sanitarie dispongono, infatti, di informazioni limitate relative a questo fenomeno. In questo articolo sintetico, tuttointermediari.it riporta i dati raccolti dall’Ania (per un approfondimento più dettagliato si rimanda al Dossier Ania sulla Malpractice).
Dal 1994, l’associazione delle imprese assicurative ha costituito svariati indici di sinistrosità. Le rilevazioni, tuttavia, sono state influenzate nel tempo dalla progressiva uscita dal mercato oggetto della rilevazione di numerose imprese a favore di imprese europee che operano in Italia utilizzando la libertà di stabilimento o la libera prestazione di servizi (si tratta di compagnie che non forniscono informazioni all’Ania se non, in parte, quelle relative ai premi).
La stima del volume dei premi del lavoro diretto italiano per l’esercizio 2012 è pari a 543 milioni di euro (+3,6%) grazie all’aumento (di oltre il 14%) registrato dal volume premi relativi alle polizze dei professionisti. Risultano invece in calo (-4,3% rispetto al 2011) i premi relativi alle strutture sanitarie. Il tasso annuo di crescita dei premi complessivi nel periodo 2002-2012 si attesta al 7,2% (rispettivamente 4,8% per le strutture sanitarie e 10,9% per i professionisti). Il volume dei premi è cosi suddiviso: il 53% è relativo a polizze stipulate dalle strutture sanitarie e il 47% si riferisce a polizze sottoscritte dai professionisti sanitari.
Vediamo la stima del numero di sinistri denunciati e loro costo medio (vedere la tabella). Nel 2012 i sinistri denunciatisono stati circa 31.200 (-0,7%), di cui quasi 19.500 relativi a polizze stipulate dalle strutture sanitarie (-1%). Un dato interessante riguarda i sinistri relativi alla Rc professionale: mediamente il 60% dei sinistri denunciati non dà seguito a un risarcimento. Le percentuali relative ai sinistri liquidati (numeri e importi) sono relativamente basse per le generazioni più recenti di sinistri in quanto è generalmente incerta sia l’effettiva responsabilità dell’assicurato sia l’entità del danno. Le percentuali aumentano al crescere dell’anzianità della generazione dei sinistri attestandosi a valori superiori al 90% per quelle con oltre dieci anni di sviluppo. A causa della complessità della valutazione delle menomazioni fisiche e della frequente insufficienza di informazioni disponibili subito dopo il verificarsi dell’incidente, la valutazione del sinistro da parte delle compagnie risulta in molti casi sottostimata. C’è poi l’incertezza nel quantificare il danno, legato alla frequente evoluzione degli orientamenti giurisprudenziali in materia di entità del danno da risarcire. Gli andamenti in forte crescita del costo dei risarcimenti e il numero elevato di denunce che le imprese registrano di anno in anno, determinano risultati particolarmente negativi per i conti tecnici del settore.
Al 31 dicembre del 2012 il rapporto medio dei sinistri a premi per le varie generazioni si attesta al 173%. Per quanto riguarda l’evoluzione del rapporto S/P, dalla generazione 2005 al 2012 tende a essere più contenuto, pur restando su livelli di evidente diseconomicità.
Fabio Sgroi
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