lunedì 27 Aprile 2026

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CIMBRI: «I GRUPPI AGENTI IN UNIPOLSAI? CONTANO PIU’ L’AUTOREVOLEZZA E LA CAPACITA’ DI ESSERE RAPPRESENTATIVI, PIUTTOSTO CHE IL LORO NUMERO…»

«Una rappresentanza unica? Non è detto che tutto filerebbe liscio» nei rapporti con la mandante, dice l’amministratore delegato di Ugf e UnipolSai. E ai gruppi agenti chiede….

 

Carlo CimbriI gruppi agenti di UnipolSai? «Ho rinunciato da tempo a impadronirmi delle varie sigle e quindi li distinguo secondo le persone». Se ci fosse un’unica rappresentanza sarebbe più facile per la mandante? «Non è detto che tutto filerebbe liscio…». Come si pone UnipolSai di fronte ai gruppi agenti? «Non conta tanto il loro numero, ma l’autorevolezza e la capacità di essere effettivamente rappresentativi. Che sia uno o siano 5 non è questo il problema. Il punto è che chi si siede ai tavoli deve essere effettivamente rappresentativo». Carlo Cimbri (nella foto), amministratore delegato di Ugf e UnipolSai, ha voluto fare alcune precisazioni nel corso dell’ultimo congresso unificato di Galf (Gruppo agenti La Fondiaria) e Magap (Milano Assicurazioni guppo agenti professionisti), anche su questo tema.

Dopo aver sottolineato il fatto che la compagnia non intende in alcun modo entrare nel merito di spingere verso semplificazioni («E’ una materia di esclusiva competenza delle rappresentanze»), Cimbri ha chiesto ai gruppi una maggiore collaborazione, soprattutto quando si tratta di sedersi tutti sullo stesso tavolo: «Qualsiasi sia il numero delle rappresentanze a noi sta bene, la cosa importante è che ognuna di queste, quando si tratta di incontrarci tutti insieme, non si porti dietro tutta la giunta se no ci troveremmo di fronte a una vera e propria assemblea e non si riuscirebbe a raggiungere gli obiettivi. Ribadisco: non è che con una rappresentanza unica a tutti i costi si risolvono i problemi. È più un discorso di come funziona la rappresentanza nell’autorevolezza di fare sintesi. Che è tanto più necessaria se vogliamo sposare quello a cui noi crediamo e cioè un modello di relazione che è basato sulla condivisione delle cose».

Fabio Sgroi

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