lunedì 27 Aprile 2026

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FONDO PENSIONE AGENTI. MARTINETTO CHIUDE LA QUESTIONE, GIRA TUTTO ALLA COVIP E PREANNUNCIA: «ADESSO GRAVI CONSEGUENZE PER GLI ISCRITTI, PENSIONATI E ATTIVI»

In una lettera inviata venerdì scorso alle parti sociali, il commissario straordinario ha preso atto della mancata adesione di Sna al piano di riequilibrio proposto, precisando che nei prossimi giorni riferirà il tutto alla Covip «per i conseguenti provvedimenti di legge».   

Fondo pensione agenti«La mancata adesione dello Sna al piano di riequlibrio comporta gravi conseguenze sul Fondo e conseguentemente sugli iscritti, pensionati e attivi». È quanto ha scritto Ermanno Martinetto, commissario straordinario del Fondo pensione agenti, in una lettera inviata nella giornata di venerdì scorso ad Ania, Anapa, Sna, Unapass e UnipolSai.

Nella missiva, il commissario straordinario ha comunicato ufficialmente che Ania, Anapa e Unapass «hanno aderito» al piano di riequilibrio del Fondo consegnato nell’incontro del 10 settembre scorso, UnipolSai ha «implicitamente aderito», visto che «l’unica condizione posta è stata superata mediante un chiarimento interpretativo del contenuto del piano», mentre lo Sna «non si è espresso né in senso favorevole né in senso contrario. Considerato peraltro che era stata richiesta una precisa dichiarazione di adesione, devo ritenere Sna contrario al piano».

Martinetto ha precisato che quindi provvederà «nei prossimi giorni a riferire all’Autorità di vigilanza (Covip, ndr) per i conseguenti provvedimenti di legge». Inoltre ha preannunciato quali potrebbero essere le conseguenze dopo la mancata adesione da parte dello Sna:

– un taglio delle prestazioni (pensioni in essere e future) che, anche per effetto della mancata operatività dell’intervento di modifica delle prestazioni sugli agenti in attività, sarà sicuramente superiore a quello previsto dal piano di riequilibrio;

– la mancata acquisizione del contributo una tantum Ania di 20 milioni di euro e del contributo aggiuntivo annuo di 100 euro per agente iscritto;

– il rischio, a questo punto non remoto, che il Fondo venga assoggettato a procedura concorsuale ove i provvedimenti per il suo riequilibrio si rivelassero in qualche modo insostenibili.

Martinetto ha ricordato inoltre come il Fondo si trovi «da tempo in situazione di rilevante deficit patrimoniale che gli organi preposti alla gestione ed al controllo, nominati dalle parti sociali» non abbiano «assunto alcuna iniziativa concreta per rimuovere detto deficit».

Fabio Sgroi

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