Il taglio delle prestazioni pensionistiche non piace al sindacato di via Lanzone, che annuncia «azioni di tutela» da attuare nei prossimi giorni.
Il provvedimento temporaneo cautelativo disposto dalla Covip che ha ridotto del 40% l’importo delle pensioni in erogazione dal prossimo mese di settembre non è piaciuto al Sindacato nazionale agenti.
In una lettera inviata nella giornata di oggi a tutti gli agenti attivi e ai pensionati e firmata dal presidente Claudio Demozzi e da Francesco Libutti, componente dell’esecutivo nazionale con delega al Fondo pensione agenti, il sindacato ha chiesto di «sostenere l’azione di presidio e di difesa dei diritti faticosamente acquisiti nei decenni».
In particolare, lo Sna non potendo «intervenire diversamente per limitare il pesante impatto che l’iniziativa comporta, specialmente nei confronti dei colleghi meno abbienti, la cui pensione a volte non supera i 400 euro al mese» e non avendo avuto notizia di eventuali «meccanismi di salvaguardia delle pensioni minime né di tutela diversificata per i soggetti più deboli», ha invitato gli agenti interessati a contattare «urgentemente» le sezioni provinciali Sna di competenza «al fine di segnalare la loro disponibilità a condividere l’opera di difesa che Sna sta sostenendo e a partecipare alle azioni di tutela che saranno messe in atto nei prossimi giorni». (Nella foto, il presidio che Sna ha organizzato a ottobre scorso a Roma) (fs)
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