domenica 01 Febbraio 2026

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PIANA: «GLI AGENTI MILANO HANNO UNA STORIA E UNA TRADIZIONE. E ALLIANZ DEVE TENERNE CONTO…»

Il presidente del neonato Gruppo Agenti Milano Allianz racconta a tuttointermediari.it come una parte della rete Milano ha vissuto il cambio di casacca e come intende muoversi in futuro.
 

Dario Piana con logo«Gli ultimi due-tre anni li abbiamo vissuti emotivamente con grande difficoltà. La rete Milano Assicurazioni è stata divisa in due, tra UnipolSai e Allianz. Un’operazione anomala che, così come è avvenuta, non mi è piaciuta e che la rete ha dovuto subire passivamente, senza avere la possibilità di scegliere». Ora è tutto finito e, dall’1 gennaio scorso, è cominciata una nuova avventura. Dario Piana (foto a lato) la racconta in questa intervista a tuttointermediari.it. L’agente veneto ripercorre la strada che ha portato circa 250 agenzie ex Milano alla corte di Allianz e spiega la “nuova vita” del Gruppo Agenti Milano Allianz (Gama), ex Gruppo agenti Milano (Gam), lui che ne è presidente.

Domanda. Lei ha vissuto da presidente la fase più difficile per una parte di agenti della Milano Assicurazioni…

Risposta. È stata una esperienza unica in Italia e una delle pochissime al mondo di questa portata. Uno spin-off che ha diviso in due la rete Milano Assicurazioni, composta da circa 500 agenzie, fra UnipolSai e Allianz, e che si è concluso lo scorso gennaio. Due anni difficili nei quali il Gruppo agenti Milano ha dovuto lavorare su due fronti, avendo un piede in UnipolSai e l’altro in Allianz. La base della rappresentanza agenziale, quasi il 50%, alla fine, ha ritenuto più corretto che la metà degli iscritti seguissero il mandato Unipol e l’altra metà quello Allianz. E cosi chi è rimasto in UnipolSai ha seguito la strada della fusione con il Gruppo agenti UnipolSai, e chi è passato in Allianz ha dato vita al nuovo Gruppo agenti Milano Allianz. La nascita del Gama lo ritengo un percorso obbligato.

D. Il congresso dello scorso novembre, in cui di fatto è nato il Gama, ha confermato i vertici dell’ex Gam (almeno quelli che sono migrati in Allianz). Cosa vuol dire per lei continuare a ricoprire la carica di presidente?

R. È la conferma di ciò che è stato fatto in precedenza. La giunta, che è costituita da 6 membri (oltre al presidente Piana figurano anche il vicepresidente vicario Giorgia Pellegrini, il segretario Stefano Davì, Alfonso Saetta, Maurizia Heinrich e Gerolamo Toncini, ndr), rimarrà in carica per tutto il periodo transitorio, che durerà 12-18 mesi. Poi, si terrà il congresso ordinario che eleggerà i nuovi vertici.

D. Quanti sono gli iscritti al Gama?

R. Le agenzie aderenti sono circa 250. Gli agenti circa 280.

D. Quali obiettivi vi siete posti?

R. Innanzitutto fare in modo che i nostri rapporti con la mandante siano improntati alla collaborazione, ma anche a supportare le agenzie. Devo dire che Allianz, in questo difficilissimo passaggio, ci è stata particolarmente vicina perché ha capito il momento delicato che stavamo attraversando. Stiamo parlando di una compagnia che, notoriamente, è molto rigida; con noi è stata disponibile data anche l’eccezionalità del momento e devo dire che i risultati hanno dato ragione a questo tipo di politica. Adesso dobbiamo consolidare il rapporto e prepararci al futuro. Allianz, ma anche UnipolSai, sono compagnie che daranno il passo al mercato. E noi agenti vogliamo prepararci al meglio delle nostre possibilità, considerando le possibilità che abbiamo all’orizzonte.

Gruppo agenti Milano AllianzD. Recentemente diversi gruppi aziendali agenti hanno optato per fusioni o acquisizioni, cambiando anche il marchio, magari adeguandolo al nuovo contesto. Voi siete andati controcorrente: nuovo marchio e conservazione del nome (Milano). Come mai questa scelta?

R. Noi abbiamo voluto rimarcare l’innovazione e nello stesso tempo la storia. Non volevamo cancellare il nostro passato e la nostra tradizione. Rappresentiamo la compagnia più vecchia d’Italia. Continuiamo a credere nella nostra storia ed è per questo che nel nuovo marchio c’è il segno della continuità. (A lato, il nuovo marchio del Gama)

D. Nel giro di poco tempo siete passati dal gruppo FonSai a Unipol e ora vi ritrovate in Allianz. Quali differenze avete riscontrato nel modo di operare di queste compagnie?

R. UnipolSai e Allianz sono due compagnie simili per certi versi e molto diverse per altri. Diciamo che una insegue un po’ l’altra, nel senso che Allianz è molto avanti rispetto al mercato in generale. Unipol la guarda con un po’ di invidia e con molto interesse.

D. Nel passaggio in Allianz quali sono state le principali difficoltà per le agenzie Milano?

R. Sicuramente hanno riguardato l’aspetto informatico. È stato pesantissimo passare nell’arco di un giorno da un sistema a un altro, peraltro completamente diverso. Ciò ha creato problemi grandissimi, tenuto conto che noi dal primo di luglio dell’anno scorso siamo stati obbligati a rifare tutte le polizze del mondo auto. Insomma l’impatto non è stato semplice. E poi ancora i blocchi, i vincoli, le regole, il rapporto con un personale totalmente nuovo…

D. Che cosa avete chiesto alla mandante?

R. Collaborare in modo leale in un mercato che per gli agenti è difficile. Noi non siamo gli ultimi arrivati, abbiamo una storia, una tradizione e Allianz deve tenerne conto. Non vorremmo ritrovarci ad avere un’auto che può correre a 100 chilometri all’ora e che invece è limitata a 50 chilometri orari. Il nostro timore è questo. Vorremmo correre a una velocità che sia adeguata anche alla nostra capacità di risposta e su questo stiamo lavorando sodo.

D. Come è lo stato d’animo attuale delle agenzie del Gama?

R. Dopo una fase terribile, oggi l’ambiente è certamente più sereno.

D. Nessuna preoccupazione per esempio di fronte alle decisioni che può assumere la compagnia in merito ad agenzie Allianz ed ex Milano geograficamente vicine?

R. Casi del genere ce ne sono. Noi abbiamo chiesto garanzie e la compagnia ci ha risposto che non ha intenzione di cambiare la situazione, a meno che non ci siano delle richieste precise e spontanee da parte degli agenti interessati.

D. In questo particolare momento quale è il messaggio che lancia agli iscritti al Gama?

R. Mi rivolgo a tutti e in particolare ai giovani: dovremmo essere capaci di essere noi propositivi anche nei confronti dell’impresa. In questo momento le compagnie hanno idee poco chiare e allora perché non far sentire la voce della propria rete? Perché le idee e le soluzioni devono arrivare solo dalla compagnia?

Dario Piana intervista con logoD. Il catalogo prodotti di Allianz vi soddisfa? Quale atteggiamento intendete assumere nei casi in cui la compagnia non copra determinati segmenti di business?

R. È ancora troppo presto per rispondere con precisione a questa domanda. Allianz, per esempio, ha in casa le soluzioni, ha una sua società di brokeraggio….ma concettualmente non condivido questo schema, preferisco scegliere autonomamente il partner con cui collaborare. La compagnia, comunque, mi pare attrezzata. Noi, in futuro, non staremo con le mani in mano. In realtà un po’ di soluzioni le abbiamo trovate, come per esempio la possibilità di collaborare fra iscritti in sezione A del Rui. Avevamo avviato un discorso, in passato, con il Magap (Milano Assicurazioni gruppo agenti professionisti, ndr), ma poi il progetto non si è realizzato ed è stato accantonato. Adesso stiamo sviluppando la stessa formula con il Gruppo agenti Associati UnipolSai, dove sono confluiti i nostri ormai ex iscritti al Gam che sono rimasti in UnipolSai. L’idea è di trovare sinergie nell’ottica delle collaborazioni A con A. Abbiamo gettato le basi per concretizzare questa iniziativa. Stiamo parlando, del resto, di prodotti di due compagnie di primo piano come Allianz e UnipolSai… (Nella foto sopra, un momento dell’intervista presso la sede del Gama in viale San Michele del Carso a Milano)

D. Come è il rapporto con l’Associazione Agenti Allianz?

R. È molto buono. Abbiamo già avuto modo di incontrarci e l’intento è quello di ricercare delle sinergie sui temi che ci accomunano, anche se le specificità dei due gruppi sono diverse. Credo che in prospettiva sarà assolutamente necessario lavorare insieme. Da parte nostra c’è la disponibilità. La stessa disponibilità l’abbiamo riscontrata anche da parte del loro presidente Umberto D’Andrea.

D. A oggi che possibilità ci sono che l’attuale giunta del Gama possa andare avanti anche dopo il periodo transitorio?

R. Possiamo dire che a oggi ci sono tutte le intenzioni per andare avanti perché il nostro lavoro non è terminato. Quello che abbiamo in mente di fare non finirà fra 12-18 mesi. Anzi, probabilmente lanceremo nuovi progetti. I programmi andranno avanti, abbiamo una unanimità di consensi. Potrà cambiare il presidente, ma non i programmi…

Fabio Sgroi

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