Apcai, nata da pochi mesi, chiama a raccolta gli iscritti nelle sezioni A, B ed E del Rui: «Lavoriamo affinché chi mette la gestione del rischio prima del prodotto assicurativo abbia un’identità riconosciuta nel mercato italiano, criteri di accesso comuni e una voce collettiva di fronte alle istituzioni, alle compagnie di assicurazione e ai clienti».
Fra le associazioni di professionisti legati al settore assicurativo nate negli ultimi mesi c’è anche Apcai, l’acronimo di Associazione professionale dei consulenti assicurativi indipendenti.
Apcai, si legge sui canali ufficiali, nasce dall’incontro di un gruppo di intermediari assicurativi italiani che hanno condiviso «un modo di lavorare» e oggi «non vedono ancora riconosciuta la loro professione».
La missione dell’associazione, che è nata a luglio scorso, è «la regolamentazione, la tutela e lo sviluppo della professione di consulente assicurativo indipendente, e la diffusione presso il pubblico della conoscenza di questa professione e del suo ruolo». Si lavora affinché «chi mette la gestione del rischio prima del prodotto assicurativo abbia un’identità riconosciuta nel mercato italiano, criteri di accesso comuni e una voce collettiva di fronte alle istituzioni, alle compagnie di assicurazione e ai clienti». In altre parole, si vuole che nel mercato assicurativo italiano il consulente assicurativo indipendente «sia riconosciuto come una figura a sé, una persona che un cliente possa cercare, che un commercialista possa indicare, che le istituzioni possano interpellare quando si parla di rischio e di protezione». Si vuole che la legge italiana «riconosca la consulenza del rischio assicurativo come una professione, con una definizione precisa di indipendenza e con la possibilità di lavorare a parcella per chi sceglie di farlo».

Apcai ha sottolineato di non essere un sindacato di categoria (non si occupa di rappresentanza contrattuale), una scuola di formazione (non vende corsi, né certificazioni), una società commerciale (si finanzia esclusivamente con le quote dei propri associati e non riceve compensi da compagnie, fornitori o partner). Inoltre, non rappresenta una singola sezione del Rui, ma riunisce intermediari di sezione A, B o E che condividono un modo di lavorare. Così come Apcai non è una rete commerciale (non procura clienti agli associati e non negozia accordi con le compagnie per loro conto).
Il consiglio direttivo è costituito dal presidente Alessandro D’Aniello, dal vice Michael Vendemini, dal tesoriere Edoardo Titti e dal consigliere Filippo Fischietti.
D’Aniello, classe 1993, napoletano, è iscritto nella sezione E del Rui e opera per conto delle due società di intermediazione Prossima srl (sezione A) e In Time Broker (B). Per 8 anni è stato consulente assicurativo presso Assicoop Bologna Metropolitana spa, controllata da Unipol. Vendemini, anche lui iscritto nella sezione E del Rui, è nato a Rimini nel 1985 e attualmente è responsabile della società Romik Consulting sas di Vendemini Michael (iscritta in E) e collaboratore delle due società Unicentrale srl (A) e Kts srl (B). Opera, inoltre, come intermediario per altre società di intermediazione. Titti è iscritto in sezione E, mentre Fischietti in A.

Nel suo manifesto, l’associazione fa riferimento, tra l’altro, al concetto di indipendenza. «E’ un fatto di comportamento, prima ancora che una forma giuridica. Non si misura dal numero di compagnie con cui si lavora, né dal modo in cui si viene pagati, a provvigione o a parcella. Si misura dalla trasparenza sui conflitti di interesse e dalla disponibilità a concludere l’analisi del rischio con la soluzione giusta anche quando costa una provvigione: sconsigliare una copertura, ridurla, disdire una polizza inutile, dire al cliente che è già coperto». Ed è proprio questa indipendenza che l’associazione «si impegna a riconoscere e a verificare nei propri associati».
Poi si ricorda come la consulenza finanziaria indipendente sia stata introdotta in Italia nel 2007 con l’articolo 18-bis del Testo unico della finanza, che ha portato all’operatività con l’albo unico dei consulenti finanziari nel 2018. Ora l’obiettivo è «il riconoscimento da parte della legge, con una definizione precisa di indipendenza e con la possibilità di lavorare a parcella per chi sceglie di farlo».
Per aumentare la propria rappresentatività, Apcai cerca intermediari iscritti al Rui nelle sezioni A, B o E, «che si riconoscono in questo modo di lavorare e vogliono essere parte attiva nella costruzione dell’associazione». Non si cercano «associati passivi», ma persone «disposte a costruire e a rispondere insieme di quello che l’associazione fa». Invitati a iscriversi sono anche interlocutori esterni come commercialisti, consulenti finanziari indipendenti, avvocati, ordini professionali, associazioni di categoria, giornalisti di settore, docenti universitari di diritto delle assicurazioni e di risk management. Chi entra adesso «è co-autore della professione del prossimo decennio».
Fabio Sgroi
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