Il ceo di ConTe.it: «La sua introduzione rappresenterebbe una innovazione molto importante soprattutto da un punto di vista sociale, dato che in questo modo si potrebbe creare una sorta di welfare privato additivo rispetto a quello pubblico».

Quale è la naturale evoluzione del modello della Tabella unica nazionale (il sistema unico di calcolo a punto variabile per liquidare il danno non patrimoniale per lesioni gravi – dal 10% al 100% di invalidità permanente – derivanti da circolazione stradale o malasanità, entrato in vigore a marzo dell’anno scorso)? Antonio Bagetta, amministratore delegato di ConTe.it (Admiral Group) non ha dubbi: «Può essere veramente la rendita vitalizia. La sua introduzione rappresenterebbe una innovazione molto importante soprattutto da un punto di vista sociale, dato che in questo modo si potrebbe creare una sorta di welfare privato additivo rispetto a quello pubblico e potrebbe migliorare notevolmente le prospettive e la qualità della vita dei soggetti danneggiati».
Bagetta ha espresso la sua opinione intervenendo a un recente seminario organizzato dall’Ivass, aggiungendo che l’introduzione, appunto, della rendita vitalizia potrebbe «riposizionare anche il rapporto tra assicuratori e danneggiati, cambiando il ruolo delle assicurazioni all’interno di questo contesto da mero terzo pagatore a un vero e proprio partner di vita che accompagna i clienti nelle fasi più critiche della loro esistenza».
Certo, dal punto di vista delle imprese assicurative, la previsione di una rendita vitalizia bisognerebbe «incastrarla in un quadro normativo che deve essere certo e stabile, proprio perché un cambio di metodologia o l’aggiunta di una metodologia comunque andrebbe a impattare alcuni dei principi fondamentali del nostro business e cioè tanto il principio di pricing di tariffazione, quanto quello di riservazione stessa».
Fabio Sgroi
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