mercoledì 30 Settembre 2026

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LE RICHIESTE DEL GAAI: «PIU’ STRUMENTI ALLE AGENZIE, MAGGIORE AUTONOMIA E UN CONFRONTO ORIENTATO AI RISULTATI»

Il Gruppo agenti Italiana Assicurazioni, dopo l’assemblea della scorsa settimana a Firenze, ha fissato i punti (sette in particolare) su cui richiede un intervento della mandante.

Giuseppe Sutera

Competitività dei prodotti, efficienza operativa, tutela del portafoglio e pari condizioni per tutta la rete. Sono queste, per il Gruppo agenti Italiana Assicurazioni (Gaai), le priorità del confronto con la mandante, riassunte dopo l’assemblea di Firenze che si è svolta alla fine della settimana scorsa a Firenze e a cui hanno partecipato poco meno di 200 agenti.

Secondo quanto reso noto dalla rappresentanza agenziale presieduta da Giuseppe Sutera, il confronto con la compagnia entra adesso in una fase nella quale, «più che nuove dichiarazioni di principio, si richiedono risposte operative e risultati misurabili».

In particolare, sono sette le grandi aree nelle quali si richiede un intervento da parte di Italiana Assicurazioni (Reale Group) e riprendono le richieste già formulate alla direzione della compagnia nel luglio scorso.

Il punto di partenza, per il gruppo agenti, è «creare condizioni economiche, commerciali e organizzative che permettano alle agenzie non soltanto di conservare i clienti, ma di tornare a sviluppare realmente il portafoglio».

Una prima area riguarda gli strumenti di lavoro e la qualità del servizio. Il gruppo agenti chiede procedure «più semplici per la mensilizzazione, un sistema di quietanzamento capace di intervenire efficacemente sui contratti, sistemi affidabili per il vita e maggiore efficienza nella gestione delle operazioni quotidiane».

A ciò si aggiunge la richiesta di una struttura assuntiva «coerente» con le numeriche delle agenzie e interpretazioni «uniformi» tra formazione, assunzione e liquidazione. Il tema, secondo la rappresentanza agenziale, «non è soltanto tecnologico: inefficienze e anomalie si traducono in tempo sottratto alla vendita e in maggiori costi per le agenzie, sui quali il Gaai chiede alla compagnia di aprire una riflessione anche economica».

Poi c’è il tema delle autonomie commerciali, che resta «centrale». Gli agenti, in particolare, chiedono «tariffe competitive, scontistica adeguata, viste le alte tariffe, e strumenti accessibili anche alle agenzie più piccole, ai plurimandatari e alle strutture con caratteristiche produttive differenti». Sul rating di agenzia viene richiesta «maggiore trasparenza: criteri comprensibili, effetti proporzionati alle dimensioni dell’agenzia e una valutazione più equilibrata dei sinistri punta, delle riserve e degli eventi che generano più danni riconducibili alla stessa causa».

Il gruppo agenti, inoltre, invita la compagnia «a valutare nel loro insieme gli effetti prodotti negli ultimi anni da repricing, manutenzione e riforme di portafoglio». L’obiettivo tecnico della compagnia «non viene contestato, ma deve essere conciliato con la retention e con la sostenibilità del rapporto con il cliente».

Nel comparto auto la richiesta è di «intervenire prima che il cliente abbandoni la compagnia, migliorando competitività e condizioni delle garanzie diverse dalla Rc auto». Su salute e infortuni «servono maggiore flessibilità commerciale e una proposizione più snella e competitiva».

E veniamo al confronto sul mondo casa e catastrofali. Il Gaai chiede che il nuovo prodotto casa abbia «condizioni migliorative e un premio sostenibile». Restano «da chiarire franchigie, coperture, raccordo con i prodotti esistenti e soprattutto l’eventuale inserimento di una clausola di ius variandi», alla quale il gruppo agenti «si oppone e comunque chiede precise garanzie per evitare che venga compromessa la stabilità del rapporto tra agente e cliente». Anche su Salvaguardia (il prodotto cat nat per le aziende) viene richiesta «una maggiore competitività su tutto il territorio nazionale».

Su vita e previdenza, gli agenti «tornano a chiedere semplicità: un piano di accumulo facilmente accessibile per premio minimo, procedure snelle, riconciliazione dei versamenti più efficiente e una concreta valorizzazione commerciale per gli investimenti fatti sul fondo Teseo». Nel comparto cauzioni ed engineering, invece, il problema «è soprattutto organizzativo: più risorse, ricambio delle competenze, tempi di risposta compatibili con le esigenze delle imprese».

Per quanto riguarda la parità all’interno della rete, il gruppo agenti chiede «di armonizzare mandati, procure, rapporti normativi e funzionalità informatiche tra agenti provenienti da esperienze differenti». Questo è un tema che riguarda direttamente anche la vita interna del Gaai. Negli ultimi due anni, infatti, il gruppo agenti è profondamente cambiato, ampliandosi con l’ingresso degli iscritti al Giai (Gruppo intermediari assicurativi Italiana Assicurazioni). L’integrazione «ha aumentato la rappresentatività dell’associazione, ma porta con sé una nuova responsabilità: trasformare una base più ampia in una comunità realmente unitaria, superando progressivamente differenze di provenienza e aumentando la partecipazione degli iscritti».

In definitiva, il messaggio emerso a Firenze è duplice: «Alla compagnia, con la quale gli agenti sono felici di lavorare per storicità e indiscussa solidità»,  si chiedono strumenti, competitività, autonomia e tempi decisionali «più rapidi». Al gruppo si chiede, invece, «di utilizzare il proprio maggiore peso rappresentativo con un metodo più concreto: problemi ben individuati, proposte condivise, interlocutori aziendali in grado di decidere e verifica dell’applicazione degli accordi. Non più, dunque, tavoli di confronto senza una conclusione». Il Gaai chiede ora a Italiana (che a Firenze era presente con Luigi Lana, presidente di Reale Group, Luca Colombano, vice direttore generale di Reale Group ed ex direttore generale di Italiana, Anna Grassi, direttrice generale di Italiana, Roberto Bairo e Guido Madeo, rispettivamente direttore della distribuzione e responsabile delle reti agenti di Italiana) di indicare «con chiarezza, punto per punto, ciò che è già operativo, ciò che viene accolto, ciò che rimane in valutazione e ciò che non viene condiviso, spiegandone le ragioni».

Fabio Sgroi

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