GESTIONE DEL MACRO DANNO NELLA RC AUTO: UN CONFRONTO FRA ITALIA E SPAGNA

L’analisi di Irene Garcia Saez, amministratore delegato di Verti Assicurazioni (gruppo Mapfre) mette in evidenza come il modello spagnolo sia molto più strutturato e prevedibile dal punto di vista tecnico.

Irene Garcia Saez

Per i danni da circolazione stradale, la Spagna applica dal 1995 un Baremo, cioè una tabella unica nazionale legale di indennizzo, che oggi è disciplinato dalla Ley 35/2015 (in vigore il 1° gennaio 2016) e successivamente aggiornato nel 2025. È possibile fare un confronto con la Tabella unica nazionale (Tun) italiana? Il tema è stato affrontato da Irene Garcia Saez, amministratore delegato di Verti Assicurazioni (compagnia che fa parte del gruppo spagnolo Mapfre), intervenuta a un recente seminario organizzato dall’Ivass, dal titolo Il risarcimento del danno grave alla persona nella Rc auto e nella Rc sanitaria.

Il Baremo, ha spiegato Garcia Saez, «è un sistema vincolante per legge per la valutazione del danno alla persona da circolazione stradale, basato su una scala che va da 0 a 100 punti di invalidità permanente e applicabile anche all’invalidità temporanea e al danno da morte, secondo un modello di riparazione integrale, che include sia il danno non patrimoniale (biologico e morale), sia il danno patrimoniale (danno emergente e lucro cessante)».

Il confronto fra i due sistemi di valutazione del danno alla persona di Spagna e Italia è stato fatto da Mapfre su profili omogenei per età (40 anni, 50 anni e 80 anni) e invalidità temporanea e permanente (20%, 50% e 80%, escluso il danno patrimoniale).

Nel caso di un danneggiato di 40 anni, la Tun riconosce tra il 33% e il 55% in più; nel caso di un danneggiato di 50 anni tra il 36% e il 54% in più e nel caso di un danneggiato di 80 anni tra il 35% e il 116% in più. «In tutti i casi la Tun riconosce risarcimenti che hanno percentuali superiori rispetto a quanto avviene in Spagna».

Per quanto riguarda il danno parentale / danno riflesso, in Italia è un danno non patrimoniale autonomo, fuori dalla Tun, mentre in Spagna l’equivalente è interamente regolato nel Baremo legale sia per la morte (attraverso il perjuicio personal básico e i perjuicios personales particulares dei familiari – con categorie e importi fissati per legge), sia per i grandi lesionati (anche tramite il perjuicio moral por pérdida de calidad de vida de los familiares, che riconosce espressamente il peso del caregiving continuativo).

«Il risultato è che rispetto al modello italiano, il sistema spagnolo è più regolato e uniforme a livello nazionale, ma lascia al giudice meno margine di personalizzazione sul singolo nucleo familiare», ha osservato Garcia Saez.

Il fatto che il sistema italiano sia più generoso di quello spagnolo in termini di risarcimenti si riflette direttamente sui premi assicurativi: nel 2022, ha fatto notare l’amministratore delegato di Verti Assicurazioni, «il premio medio Rc auto in Italia era di circa 360 euro, contro i 193 euro in Spagna, quasi il doppio. Le analisi dell’Ivass stimano che il gap medio con i principali Paesi UE si attesti intorno al 36% a sfavore dell’Italia».

Fabio Sgroi

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