CORPI VEICOLI TERRESTRI: L’INCIDENZA SUI PREMI AUTO SALE NEL 2024 A QUASI IL 26%

Nel 2019 era del 19%. E dopo la perdita registrata nel 2023, il ramo è tornato in utile con 221 milioni di euro.

 

L’incidenza delle garanzie accessorie non obbligatorie (ramo Cvt, Corpi veicoli terrestri: furto e incendio del veicolo, danni da collisione, rottura dei cristalli, danni dovuti a eventi atmosferici, atti vandalici e geopolitici) sui premi complessivi del comparto auto continua ad aumentare nel tempo. Come si evince dalla tabella (cliccaci sopra per ingrandire) a corredo di questo articolo e facendo riferimento a quanto pubblicato dall’Ivass nello specifico bollettino relativo al settore auto, nel 2024 la percentuale relativa alla raccolta premi riconducibile al ramo Cvt è aumentata raggiungendo quasi il 26% (19% nel 2019), mentre si è ridotta quella relativa alla Rc auto e natanti (74,1% contro l’81% del 2019).

Entrando nel dettaglio, nel 2024 i premi del lavoro diretto italiano raccolti dalle 41 imprese vigilate sono ammontati a 4,52 miliardi di euro (+14% rispetto all’anno precedente e +45,5% rispetto al 2019).

Sempre nel 2024, l’expense ratio (rapporto tra le spese di gestione e i premi contabilizzati) delle imprese vigilate si è attestato al 31,7%, in linea con il triennio precedente, ed è risultato strutturalmente più elevato rispetto alla componente obbligatoria del comparto auto per la diversa composizione delle spese di gestione. Nel ramo Cvt, infatti, incide in misura maggiore la componente delle provvigioni di acquisizione e di incasso, pari al 22,4% dei premi contabilizzati, oltre il doppio della Rc auto e natanti (10,6%). Le imprese vigilate che hanno operato nel Cvt prevalentemente attraverso canali diretti hanno presentato un expense ratio mediamente più elevato, pari al 43,1%, associato a una maggiore incidenza delle provvigioni di acquisizione e delle spese amministrative. Le compagnie vigilate che hanno distribuito principalmente tramite canali tradizionali hanno segnalato un indicatore del 30,7%, coerentemente con una incidenza più bassa dei costi distributivi sui premi.

Si è ridotta la frequenza dei sinistri (6,11% in calo rispetto al 7,34% del 2023) e anche il costo medio totale (1.865 euro, ‑6,6%). Dopo la perdita nel 2023, nel 2024 il ramo è tornato in utile con 221 milioni di euro. Questo grazie all’incremento della raccolta premi (in particolare nelle garanzie furto, incendio ed eventi naturali), alla riduzione dell’onere dei sinistri nel 2024 e al positivo contributo degli accordi di riassicurazione passiva nel contenere la perdita del 2023, ha fatto sapere l’Ivass. Il ramo Rc auto e natanti, al contrario, ha registrato una contrazione dell’utile tecnico da 581 milioni di euro a 362 milioni di euro.

Il premio medio si è attestato a 203 euro, in crescita di 19 euro rispetto al 2023, mentre il premio puro, pari a 114 euro, è diminuito di 33 euro. Per quanto riguarda il loss ratio di competenza si è ridotto al 58,3%, mentre il combined ratio di competenza è sceso al 91,4% (82,7% e 115,7% nel 2023.

Nel 2023 il combined ratio del ramo Cvt aveva raggiunto il massimo storico, determinando la perdita tecnica più elevata mai registrata nel comparto. Il miglioramento osservato nel 2024 produce un recupero dell’equilibrio tecnico. (fs)

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