“AGENTI DI INTELLIGENZA ARTIFICIALE”. ANGELINI: «IL LORO CONTROLLO NON E’ SEMPRE AGEVOLE E CI SONO NOTEVOLI INCERTEZZE SUL FRONTE DELLA RESPONSABILITA’ LEGALE…»

Il presidente dell’Ivass: «Può essere difficile appurare se un dato comportamento di un agente di IA sia stato determinato dalle caratteristiche costruttive del modello o dalle istruzioni fornite dall’utente, e quindi stabilire chi sia effettivamente responsabile di tale comportamento. Ciò può creare importanti rischi patrimoniali e richiede un’attenta valutazione da parte delle imprese che intendano fare uso di queste tecniche».

 

Paolo Angelini

Attenzione agli sviluppi recenti dei modelli avanzati di intelligenza artificiale. Il monito è di Paolo Angelini, presidente dell’Ivass. Si tratta di modelli che, ha osservato, «si caratterizzano per una straordinaria capacità di individuare vecchie e nuove vulnerabilità nei sistemi informatici, ma al tempo stesso consentono di potenziare gli attacchi informatici condotti da organizzazioni criminali e attori ostili».

Sulla diffusione dell’utilizzo dei cosiddetti “agenti di intelligenza artificiale” (programmi informatici che, sulla base di un insieme di informazioni fornite dall’utente, sono in grado di assumere decisioni, agendo con elevata autonomia e velocità), Angelini ha sottolineato come il loro controllo «non sia sempre agevole» e come permangano «notevoli incertezze sul fronte della responsabilità legale in materia di IA in generale e delle azioni di questi agenti in particolare».

Per esempio «può essere difficile appurare se un dato comportamento di un agente di IA sia stato determinato dalle caratteristiche costruttive del modello o dalle istruzioni fornite dall’utente, e quindi stabilire chi sia effettivamente responsabile di tale comportamento. Tale incertezza può creare importanti rischi patrimoniali e richiede un’attenta valutazione da parte delle imprese che intendano fare uso di queste tecniche».

L’Ivass, in coordinamento con la Banca d’Italia, sta integrando la propria attività di vigilanza in materia di tecnologie dell’informazione e della comunicazione (Ict). «Dalle verifiche recenti sulle compagnie è emersa in più casi una carenza di risorse specializzate, sia nella gestione delle infrastrutture informatiche, sia nelle funzioni di controllo», ha osservato Angelini. «Un attento presidio si rende necessario anche sui molteplici fornitori di servizi informatici a cui le compagnie delegano attività importanti o essenziali. A questi soggetti fa capo il 75% delle segnalazioni di incidente informatico che l’Ivass ha ricevuto da imprese e intermediari nel 2025».

Le compagnie, ha ricordato il presidente dell’Ivass, «rispondono degli eventuali danni causati dagli incidenti operativi e cibernetici, compresi quelli riconducibili ai loro fornitori. Esse devono, dunque, aumentare l’attenzione dedicata a questo tema, attivandosi per individuare rapidamente le proprie debolezze e dare priorità agli interventi più urgenti. Sui consigli di amministrazione ricade la responsabilità di definire e approvare la strategia di resilienza operativa digitale e di dotarsi di competenze adeguate». (fs)

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