giovedì 07 Maggio 2026

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CONGRESSO SNA: NUOVO ESECUTIVO E MOZIONI APPROVATE

Come era nelle previsioni, Claudio Demozzi è stato riconfermato presidente del Sindacato nazionale agenti. Il resoconto dell’ultima giornata dei lavori.

 

Claudio DemozziSi chiude il sipario sul 47esimo congresso nazionale straordinario del Sindacato nazionale agenti. Claudio Demozzi (foto a sinistra) guiderà per il secondo mandato consecutivo il più grande sindacato italiano degli agenti per numero di iscritti. L’agente di Trento ha ottenuto 264 voti a favore (74,6%) su 354 presenti e delegati al voto (schede nulle 58, bianche 32). Sarà coadiuvato dal vicepresidente vicario Elena Dragoni (che faceva parte dell’esecutivo precedente), dal vicepresidente Corrado Di Marino (nuovo) e dai membri Francesco Libutti (confermato), Angela Occhipinti (confermata), Michele Languino (confermata), Paolo Bullegas (nuovo), Giuseppe Rapa (nuovo), Tiziana Belotti (confermata), Andrea Lucarelli (nuovo), Agnese Mazzoleni (nuova) e Alberto Testa (nuovo). Il programma del riconfermato presidente era stato pubblicato domenica pomeriggio, in via esclusiva e prima ancora di essere diramato ufficialmente, dal sito tuttointermediari.it.

Dunque ha vinto ancora Demozzi, ha vinto la sua linea politica, condivisa nei principi, un po’ meno nella metodologia. E la seconda lista, di cui ieri sera aveva dato notizia tuttointermediari.it?

Tutto vero, con tanto di nomi e cognomi. Ma alla fine tutto si è risolto in un nulla di fatto. L’ultimo briefing stamattina, a pochi minuti dall’inizio dei lavori. Poi, la decisione finale di non andare oltre, di soprassedere. Il perché lo hanno spiegato all’assemblea Roberto Salvi e Umberto D’Andrea, nei rispettivi interventi.

«Il nostro obiettivo era quello di eliminare quella atmosfera da guerriglia che tutti i giorni percepiamo», ha esordito D’Andrea. «Abbiamo provato con un atto di buona volontà a parlarci, a condividere non una nuova strategia politica, ma una nuova metodologia, perché i principi presidiati e tutelati da Demozzi sono anche i miei principi. Quello che non condividiamo, ribadisco, è la metodologia di applicazione di questi principi. Avevamo proposto tre macro temi su cui lavorare insieme: avvicinare coloro (soprattutto i monomandatari), e sono tanti, che sono lontani dal sindacato, attraverso il supporto delle sezioni provinciali; discutere della distribuzione, oggi totalmente assente di regole; ripristinare un certo tipo di rapporto con i gruppi aziendali, che non devono essere giudicati per quello che fanno, ma devono essere vincolati a un protocollo di intesa preventivo su chi fa cosa. Preso atto che non si sono create le condizioni abbiamo provato a creare una alternativa, prima in maniera soft, poi ieri sera sono rimasto lusingato da un certo consenso, mi sono ritrovato a un certo punto un numero considerevole di persone disponibili a metterci la faccia e qualcosa altro. Abbiamo strutturato una lista (costituita, fra gli altri, da Stefano Querinuzzi e Onelio Amenta, ndr), fatto due conti, forse potevamo vincere. Ma a un certo punto ho percepito una sensazione: si partiva da una idea di unione, di riduzione delle distanze. Ma se solo uno di noi avesse percepito nella nostra iniziativa un qualche elemento di aumento di conflittualità mi sarei sentito profondamente in colpa. Il rischio di una percezione negativa c’era e c’era anche il pericolo che qualcuno la strumentalizzasse. La non presentazione della lista deriva da questo ragionamento politico-istituzionale. Mi sento di difendere il sindacato istituzione. Fino alla morte», ha affermato con forza D’Andrea.

Roberto SalviSalvi (foto a destra) ha integrato il discorso facendo anche alcune precisazioni. «Qui non ci sono nemici, non creiamo polemiche. Sono venuto a questo congresso perché condivido quanto Demozzi ha fatto. Si possono commettere errori, ma si può anche migliorare e fare le cose meglio. Mi permetto di suggerirvi (ha detto rivolgendosi all’assemblea, ndr) di ascoltare di più e di avere qualche dubbio in più, di fidarvi anche di chi non la pensa come Demozzi. I dubbi possono trasformarsi in certezze solo attraverso un confronto leale e franco». E sulla lista alternativa ha detto: «Ci abbiamo provato, non sono d’accordo con la metodologia utilizzata da Demozzi perché rischiamo tra qualche mese di dover parlare delle stesse tematiche di oggi: Fondo pensione, rinnovo Ana, Ccnl, rapporto con i gruppi agenti. Mi sembra che si stia andando di nuovo verso una strada che esclude le aree che si dovrebbero rappresentare. Alcune cose sono da modificare. Ho avuto fiducia in Demozzi negli ultimi due mesi per cercare un progetto di unità. Credo sia legittimo fare delle verifiche e ieri sera erano tanti gli agenti che la pensavano come noi. Non abbiamo voluto spaccare questa assemblea, però invitiamo il riconfermato presidente a fare una riflessione e ad avere una capacità di ascolto diversa rispetto a chi la pensa diversamente».

Sui temi del congresso (rinnovo Ana, Fondo pensione agenti, disintermediazione, mancata unificazione della categoria, Ccnl dei dipendenti di agenzia, relazioni del sindacato con il mondo esterno, il futuro del ruolo dell’agente e altro) si sono succeduti, tra gli altri, gli interventi di Andrea Melato, Tiziana Belotti, Paolo Bullegas, Sauro Vincenzi, Dario Castoldi, Onelio Amenta, Alessandro Pfanner, Antonio Agliata, Gian Luigi Lovatti, Giovanni Leggiero, Salvatore Galfo, Gaetano Vicinanza e Alberto Angelucci.  Da segnalare gli interventi molto critici sulla gestione Demozzi da parte di Giancarlo Guidolin, Emilio Gaeta e Claudio Prandi.

Ecco, infine, le tre mozioni approvate dal congresso straordinario (presentate da Agnese Mazzoleni, presidente della sezione provinciale di Bergamo dello Sna):

PRIMA MOZIONE: «In merito al fondo pensione agenti, considerata l’attuale situazione di squilibrio prospettico e la inaccettabile proposta ricevuta da Ania, si dà mandato al futuro presidente e al suo esecutivo, nell’interesse della categoria, di:  respingere al momento l’irricevibile offerta; chiedere la revisione della stessa ponendo termini ultimativi ravvicinati; dichiarare lo “stato di agitazione della categoria” attivando una mobilitazione generale anche mediatica che utilizzi qualunque iniziativa idonea a preservare l’esistenza, la consistenza e l’autonomia del Fondo Pensione Agenti».

SECONDA MOZIONE : «In merito al Ccnl dipendenti di agenzia, considerata l’attuale situazione di stallo con le OO.SS. confederali, si dà mandato al futuro presidente e al suo esecutivo di perseguire, nell’interesse della categoria, le scelte che riterrà più opportune per concretizzare un nuovo accordo che regolamenti il rapporto con i dipendenti di agenzia, utilizzando o Ccnl già operativi (per esempio terziario Confcommercio) o eventuali nuovi contratti sottoscritti con sigle sindacali diverse».

TERZA MOZIONE: «In accoglimento all’invito presente nella relazione del presidente Demozzi in merito alle tematiche di primo livello di carattere generale (per esempio indennità, diritto di rivalsa, revoche…), considerata l’attuale situazione di alto rischio di soccombenza da parte dei singoli Gaa, si chiede all’assemblea di esprimere, nell’interesse della categoria, fermo convincimento che tali argomenti debbano rimanere ancorati saldamente alla contrattazione collettiva nazionale».

Fabio Sgroi

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