È quanto emerso da una indagine presentata dall’Aiba oggi a Roma, in occasione del convegno annuale. Il presidente Flavio Sestilli: «La nostra una professione dinamica, in continua evoluzione, che sta assumendo un ruolo sempre più consulenziale e strategico».

La fotografia del brokeraggio assicurativo che è emersa dall’indagine condotta dall’Aiba (Associazione italiana brokers di assicurazioni e riassicurazioni) e presentata oggi nel corso del convegno annuale che si è svolto a Roma evidenzia «un settore in crescita e con un elevato fabbisogno di nuove risorse».
Secondo l’indagine, sei professionisti su 10 (59,8%) segnalano una «significativa difficoltà» nel reperimento di profili professionali, a cui si aggiunge un ulteriore 35,9% che conferma questo trend di domanda, «seppur meno pronunciato».
Il fabbisogno di professionalità che emerge dal settore, ha spiegato l’Aiba in una nota, riguarda in primo luogo proprio il profilo del broker assicurativo (41,1%). Ma il comparto vede una «crescente» richiesta anche di altre figure, «fondamentali soprattutto alla luce dell’evoluzione del rischio e dei cambiamenti tecnologici, come profili tecnici assicurativi specializzati in specifici ambiti di attività, figure commerciali e di sviluppo del business, esperti IT e di dati ed esperti di intelligenza artificiale».
Il brokeraggio, secondo gli associati Aiba, si presenta oggi come un settore «in grado di offrire opportunità di crescita professionale» (30,8%) e che permette di «svolgere un ruolo consulenziale» (22,2%) verso istituzioni, imprese e cittadini oltre a «dare la prospettiva di intraprendere un percorso imprenditoriale» (18,8%).
Flavio Sestilli, presidente di Aiba, ha commentato l’indagine sottolineando come quella del broker sia «una professione dinamica, in continua evoluzione, che sta assumendo un ruolo sempre più consulenziale e strategico e che è fondamentale far conoscere sempre di più ai giovani. In questo senso alcuni segnali positivi stanno già emergendo: tra il 2021 e il 2025 i broker under 40 nel Paese hanno visto un aumento di oltre il 60%, ma occorre fare di più».
Dall’indagine, ha proseguito Sestilli «emerge come percorsi formativi e collaborazioni con scuole e università, insieme alla comunicazione, siano tra le prime leve di attrazione e come Associazione abbiamo avviato diverse iniziative proprio in questo senso, tra cui collaborazioni con università e il lancio di un innovativo corso di Executive Education per contribuire alla formazione dei nuovi professionisti del settore». (fs)
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