Agi, Anagina, Asap e Ga-Gi hanno inviato una lettera ai vertici della compagnia chiedendo un incontro per chiarire il nuovo approccio adottato dall’impresa con gli intermediari iscritti in B. E anche il sindacato è sceso in campo…
«La questione dei rapporti con i broker? Richiede la massima chiarezza e un approccio improntato a criteri di uniformità di trattamento, anche alla luce della recente costituzione della nuova struttura di Broker Management, che introduce inevitabilmente nuovi elementi di relazione e di equilibrio nell’ambito della rete agenziale». È quanto sottolineato dai gruppi agenti di Generali Italia in una lettera inviata alla mandante qualche settimana fa, a proposito di un tema che, secondo le rappresentanze, interessa da vicino l’attività di intermediazione agenziale.
Agi – Agenti Generali Italia (ex Gaat) (la lettera è stata firmata da Adriano Perrone, vicepresidente e da Rodolfo Ulissi, responsabile dei rapporti con i broker), Anagina – Associazione nazionale agenti imprenditori assicurativi (Iacopo Speranza, vice presidente esecutivo), Asap – Associazione agenti professionisti (Sergio Centra e Massimo Penasso, referenti della commissione Dna) e Ga-Gi – Gruppo agenti Generali Italia (Antonio Caputo, responsabile commissione danni imprese) hanno ritenuto necessario chiedere alla mandante «un confronto specifico e tempestivo, attraverso un incontro dedicato che consenta di affrontare nel merito la questione con la dovuta attenzione e sensibilità».
Le rappresentanze agenziali intendono approfondire alcuni aspetti ritenuti «di particolare rilevanza per la rete agenziale», tra cui: «l’ambito di operatività e il ruolo attribuito alla struttura di Broker Management; le modalità operative e il perimetro di intervento nei rapporti con la rete agenziale, con particolare riferimento alla natura di supporto o meno rispetto all’attività delle agenzie; gli strumenti e le leve operative messi a disposizione dei brokers; il regime provvigionale previsto nei rapporti con i brokers».
Che la tematica fosse attenzionata dai gruppi agenti era emerso, fra l’altro, in occasione dell’ultima assemblea dell’allora Gaat (oggi Agi) di Venezia alla fine dell’anno scorso, quando la rappresentanza aveva lamentato il rischio, per gli agenti, di perdere affari e quindi di disintermediare le agenzie. Proprio il Gaat si è fatto promotore di questa iniziativa (cioè la richiesta di chiarimenti da parte dei gruppi genti), affiancato peraltro anche da UniAgenti, sindacato che si pone l’obiettivo di tutelare la categoria agenziale.
Anche quest’ultimo, infatti, ha inviato una missiva ai vertici di Generali Italia, a firma del vice presidente vicario Umberto D’Andrea, sottolineando come l’iniziativa del Leone possa apparire «idonea a incidere in modo diretto e significativo sull’equilibrio del rapporto tra compagnia e rete agenziale, introducendo un modello operativo che, per modalità, finalità e perimetro di intervento, rischia concretamente di tradursi in una forma di concorrenza interna alle agenzie mandatarie della compagnia».
L’incontro fra la compagnia e le rappresentanze agenziali, finalizzato proprio a un confronto su questo tema, è stato fissato il prossimo 27 aprile.
Fabio Sgroi
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