venerdì 27 Febbraio 2026

Il mondo dell’intermediazione assicurativa in primo piano

ARBITRO ASSICURATIVO: QUALI COSTI PER GLI INTERMEDIARI? E QUALI IMPATTI?

Il nuovo strumento per la risoluzione dei contenziosi è operativo da gennaio scorso.  

Patrizia Contaldo

L’introduzione dell’arbitro assicurativo è da un lato «un’innovazione positiva nella relazione tra compagnie/intermediari e clienti»; dall’altro è uno strumento che avrà «impatti organizzativi significativi, che andranno considerati con attenzione anche sotto il profilo dei costi». E la questione interessa anche gli intermediari.

Ne ha parlato Patrizia Contaldo, direttore dell’Osservatorio sul mercato assicurativo del Centro Baffi dell’Università Bocconi di Milano, in occasione di una recente sessione del Laboratorio degli intermediari (dedicato, appunto, a questa nuova figura attiva dal 15 gennaio scorso), promosso dal Cesia (Centro studi intermediazione assicurativa) e da Cgpa Europe.

La gestione di questo nuovo istituto, ha osservato Contaldo, «impatta su diverse aree e funzioni (operations, sistemi informativi, legali), origina rischi (di compliance, controllo, tecnologici, reputazionali,) e richiede soluzioni con livelli diversi di complessità e costi».

Con particolare riferimento agli intermediari, secondo Contaldo i costi sono connessi a «reperibilità e formazione di risorse. C’è, poi, un problema legato ai tempi di esecuzione perché la normativa prevede tempi di risposta stretti e perentori e, a differenza di quanto avviene con la gestione di un reclamo, il ricorso deve essere gestito in autonomia». Altro fattore importante per gli intermediari è il tema della sottorete, in quanto i flussi informativi «non sono sempre efficaci e tempestivi». (fs)

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