venerdì 13 Febbraio 2026

Il mondo dell’intermediazione assicurativa in primo piano

VIGANOTTI: «L’OMNICANALITA’? NON PUO’ E NON DEVE METTERE IN DISCUSSIONE IL PRIMATO DELLA RELAZIONE TRA INTERMEDIARIO E CLIENTE»

Il presidente di Acb: «La gestione dell’assicurato attraverso più punti di contatto valorizza la libertà di manovra tipica del broker. Il motivo è semplice: i broker investono in modo autonomo e indipendente e possono pertanto indirizzare le scelte in funzione delle esigenze esclusive dei clienti».

Luigi Viganotti

«Il modello distributivo omnicanale, cioè la gestione del cliente attraverso più punti di contatto, valorizza la libertà di manovra tipica del broker. Il motivo è semplice: i broker investono in modo autonomo e indipendente e possono pertanto indirizzare le scelte in funzione delle esigenze esclusive dei clienti». È l’opinione di Luigi Viganotti, presidente di Acb (Associazione di categoria brokers), espressa in occasione della tavola rotonda dal titolo La relazione con il cliente tra obblighi normativi e proattività commerciale in un modello omnicanale, organizzata nell’ambito della recente presentazione dell’ultima edizione dell’Osservatorio europeo degli intermediari assicurativi a cura di Cgpa Europe.

Per Viganotti «la progressiva affermazione del modello omnicanale ha portato la categoria dei broker a investire in piattaforme digitali e in applicazioni di intelligenza artificiale per la gestione rispondendo efficacemente all’evoluzione della domanda».

Attenzione, però: «L’omnicanalità non può e non deve mettere in discussione il primato della relazione tra intermediario e cliente», ha sottolineato il presidente di Acb. «In questo senso, nella relazione tra broker e compagnie bisognerà fare dei passi avanti prendendo ad esempio quel che accade in mercati assicurativi più avanzati di quello italiano. All’estero, per dirne una, le compagnie sono più snelle e più orientate a riconoscere che il riferimento del cliente è l’intermediario. Bisogna guardare nei mercati più avanzati per modernizzare: oggi si lavora con l’IA mentre i documenti di lavoro sono ancora quelli di decenni fa». (fs)

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