Lo ha spiegato Chiara Soldano, chief executive officer di Axa Italia. Che sottolinea: «Stiamo studiando possibili sinergie con la nostra rete agenziale…».
Cosa ha spinto Axa a mettere a segno le acquisizioni prima di Nobis (annunciata ad agosto 2024) e poi di Prima Assicurazioni (agosto 2025)? Quale significato, in termini di business e strategici, si può attribuire a queste due importanti operazioni che, come è noto, non sono piaciute alla rete agenziale? Sono domande che in molti si sono posti.
A dare una risposta precisa e dettagliata è stata Chiara Soldano, chief executive officer di Axa Italia, in occasione dell’ultima assemblea dell’Unione Agenti Axa alla fine dello scorso anno.
Per comprendere le ragioni di queste due acquisizioni bisogna guardare avanti, precisamente a ottobre 2027. Una data, o meglio dire una scadenza, che la stessa Soldano ha definito «molto impattante per il gruppo Axa in Italia».
L’INVESTIMENTO DI AXA – Ma cosa succederà a ottobre dell’anno prossimo? «Andrà a rinnovo o a scadenza un agreement con Monte dei Paschi di Siena che determina il fondamento della nostra joint venture con la banca», ha fatto sapere Soldano. E ovviamente influenzerà anche i conti del gruppo francese nel nostro Paese. «Per rimanere sul mercato, Axa in Italia ha bisogno di scala e se non si ha dimensione non è possibile investire, non si riesce a stare allineati a quello che richiede il regolatore, non si riesce a innovare e non riesce a vivere. Ritenendo il mercato italiano molto profittevole e con grandissime opportunità, il gruppo, a livello mondo, ha deciso di investire».
La prima ragione strategica per cui si è proceduto a queste acquisizioni, ha precisato Soldano, «è per assicurare che sul mercato italiano Axa abbia una dimensione tale da permetterle di rimanere sul mercato a prescindere da quello che succederà relativamente alla joint venture con Mps. E questo non è poco. È stata data priorità al fatto di assicurarsi che Axa in Italia resista e non venga fusa in qualche altro brand».
PERCHE’ NOBIS… – Ad agosto del 2024 l’annuncio dell’acquisizione di Nobis. La scelta di Axa di puntare su questa compagnia è stata dettata dal fatto di «focalizzarsi su qualcosa che potesse essere incrementale rispetto a quello che sappiamo fare», ha affermato la ceo di Axa Italia. «Nobis è specializzata e molto competente sul travel e sul Cvt, soprattutto con i concessionari, e allora perché non sviluppare ulteriormente questo tipo di prodotti? Gli agenti di Nobis, poi, sono anche plurimandatari con un approccio completamente diverso rispetto ai plurimandatari di Axa. L’obiettivo finale è di cercare di accelerare nell’esperienza che Nobis oggi ha su queste due nicchie di mercato dove invece noi non avevamo expertise interna. E infatti ci stiamo lavorando. A questo proposito stiamo mappando tutti i prodotti di Nobis e certamente l’obiettivo è di andare a offrire ai nostri agenti Axa le soluzioni che Nobis annovera in catalogo e che invece Axa non ha».

…E PERCHE’ PRIMA ASSICURAZIONI – Per quanto riguarda l’acquisizione di Prima Assicurazioni (annunciata ad agosto del 2025), società di intermediazione iscritta nella sezione A del Rui, il discorso è differente. Soldano non si è nascosta dietro un dito: «In questo caso l’obiettivo è quello di scalare il modello di questa società a livello europeo. Non è un caso che l’operazione di acquisizione, da parte di Axa, sia stata condotta dalla governance europea. Il modello Prima Assicurazioni ha avuto un grandissimo successo sul mercato italiano, è chiaro pertanto l’intento di Axa di replicarlo in altri paesi europei dove il gruppo francese è presente. Prima Assicurazioni, lo ricordo, opera già in Spagna e anche in UK. Axa vuole accelerare la crescita anche su altri paesi. Questa è la volontà».
L’operazione, inevitabilmente, ha un impatto anche sul mercato italiano. «Stiamo cercando di individuare quali possano essere le sinergie con la rete agenziale, quali sono i valori di Prima che si possono trasferire in Axa Italia», ha affermato Soldano. «Penso innanzitutto alla piattaforma tecnologica. Prima Assicurazioni è molto smart, ha creato una piattaforma tutta interna e questo sicuramente ci porta un vantaggio, vista l’importanza che assume oggi la tecnologia. Prima Assicurazioni dispone di un database di profilazione del cliente unico, non ce l’ha nessuno sul mercato e ciò consente a questa società di avere una vista sul mercato enorme e in più può aiutare Axa a una migliore definizione del pricing. Altro elemento su cui sicuramente vogliamo fare leva è il numero dei clienti, che potrà essere, su tutta la parte del diretto, campo di cross selling per gli agenti Axa. Altro aspetto non irrilevante è il saving, quindi il risparmio che Axa Assicurazioni può avere con l’unione di quelli che sono i numeri dei sinistri di Prima con quelli che sono di Axa Assicurazioni. Questo risparmio lo si vedrà nella loss ratio del motor e ciò dovrebbe permetterci di essere più competitivi sul motor a beneficio degli agenti Axa. Ribadisco: quello che stiamo facendo è andare a individuare tutto quello che può essere a vantaggio per Axa e per i suoi agenti».
In questo senso la ceo di Axa Italia ritiene sia «fondamentale» aprire un discorso con i vertici dell’Unione Agenti Axa. «La squadra del neo presidente Matteo Comi magari ha delle idee ulteriori che ben volentieri si possono portare avanti».
Fabio Sgroi
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