venerdì 09 Gennaio 2026

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ULIVIERI E L’ESPULSIONE DA SNA: «DIFFICILE DA SOPPORTARE E ACCETTARE, MA NON MI ARRENDO. CONTINUERO’ A OCCUPARMI DEL NOSTRO FUTURO E DELLA CATEGORIA»

Il presidente del Gruppo agenti Zurich: «Espellere un presidente di gruppo perché partecipa, discute, risponde e invita chi ne ha titolo ad affrontare temi cari all’intera categoria, rappresenta probabilmente il punto più basso della storia delle nostre rappresentanze sindacali e in particolare del Sindacato nazionale agenti che al confronto, alla dialettica, alla politica preferisce l’epurazione, la silente accettazione di linee politiche mal comprese e che stanno portando la nostra categoria verso un irreversibile isolamento».

Enrico Ulivieri

«Vedere infangati anni di attività al servizio degli associati e della categoria con un’espulsione è difficile da sopportare e da accettare. È un provvedimento che si fa fatica a conciliare in una dimensione associativa». Così Enrico Ulivieri commenta la sua espulsione dal Sindacato nazionale agenti, decretata dal collegio dei probiviri.

In una lettera inviata oggi agli iscritti del Gruppo agenti Zurich, di cui è il presidente, Ulivieri ha affermato: «Inizio il 2026 reso sindacalmente apolide, ma sempre più convinto della necessità per la nostra categoria di recuperare forza, credibilità e soprattutto una visione quanto più condivisa possibile. Fermo ma non inerte, cacciato ma non arreso, inizio il 2026 con un rinnovato desiderio di “occuparmi” del nostro futuro e della categoria. Resta inteso che tale evento non incide in alcun modo sul mio impegno, sulla mia professionalità e sulla volontà di continuare a rappresentare e tutelare gli interessi degli associati con la stessa dedizione dimostrata fino ad oggi».

Ulivieri ha preso atto del provvedimento e ha preannunciato che si riserva «ogni valutazione e approfondimento nelle sedi opportune». Nella lettera ha espresso tutta la sua amarezza: «Espellere un presidente di gruppo perché partecipa, discute, risponde e invita chi ne ha titolo ad affrontare temi cari all’intera categoria, rappresenta probabilmente il punto più basso della storia delle nostre rappresentanze sindacali ed in particolare del Sindacato nazionale agenti. Sindacato che al confronto, alla dialettica, alla politica preferisce l’epurazione, la silente accettazione di linee politiche mal comprese e che stanno portando la nostra categoria verso un irreversibile isolamento. Quello che trovo grave è che le motivazioni che hanno portato alla mia espulsione sono tutte direttamente riconducibili allo svolgimento del mio ruolo di presidente di gruppo e non singolo iscritto al Sindacato, come vorrebbero far credere».

In sette pagine, ha proseguito Ulivieri, «viene sancita la mia espulsione dal Sindacato solo ed esclusivamente per aver partecipato a convegni, tavole rotonde e conferenze ed essermi permesso di rappresentare il mio libero pensiero nel rispondere alle domande ricevute. Vengo espulso perché insieme ad altri 8 presidenti di Gaa ho sottoscritto un documento che richiedeva ad Ania di riaprire il tavolo delle trattative per il rinnovo del nostro Accordo nazionale scaduto dal lontano 2006. Otto firmatari di cui la metà iscritti a Sna e un solo deferito. Poco conta se la nostra associazione ha nel corso degli anni raggiunto risultati sindacalmente di rilievo e che incredibilmente non vengono presi in considerazione dai vertici dello Sna. Non contano i risultati, evidentemente preferiscono circondarsi di signorsì che ai risultati preferiscono le parole, l’adulazione, la silente accettazione dello “status quo”».

In questo periodo, secondo Ulivieri, allo Sna il libero pensiero «viene ritenuto un nemico da allontanare, da epurare, da ostracizzare. Vengo espulso per un delitto di opinione. Ricordo che un reato d’opinione è una fattispecie penale che incrimina una determinata manifestazione di pensiero. Negli ordinamenti democratici ciò avviene in deroga alla libertà d’opinione, riconosciuta dalle costituzioni, e pone il problema della legittimità di tali fattispecie, accettabili solo nei limiti in cui altri principi costituzionali si possano ritenere prevalenti sulla libertà di manifestazione del pensiero. Spiace essere stato espulso perché l’istituzione Sna avrebbe potenzialità enormi, purtroppo inespresse, distratte e spaventate da una gestione “muscolare” del dissenso e dall’assoluta mancanza di visione politica. Sindacati che dovrebbero rappresentare una guida per l’intera categoria da troppo tempo alla mercè di un mercato che come sempre e purtroppo troverà in autonomia le risposte che cerca».

Fabio Sgroi

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