venerdì 13 Febbraio 2026

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UNIONE AGENTI AXA E IL RAPPORTO CON SNA: SCINTILLE SUL RINNOVO ANA, MA DIALOGO «FRANCO E RISPETTOSO»

All’ultimo congresso elettivo di Venezia della rappresentanza agenziale si è discusso molto, in particolare, sulla gestione della trattativa per il rinnovo dell’Accordo nazionale impresa agenti.

 

La situazione di stallo che vive ancora oggi l’Accordo nazionale impresa agenti (è del 2003 e da più parti si chiede un rinnovo…) è stato ed è tuttora oggetto di discussione (e talvolta di scontro) fra il Sindacato nazionale agenti e alcuni gruppi aziendali agenti. L’Unione agenti Axa (Uaa), per esempio, ha criticato fortemente il sindacato di via Lanzone su questo argomento. Almeno fino alla presidenza targata Alessandro Lazzaro (cioè fino metà novembre scorso). All’ultimo congresso elettivo di Venezia, Uaa e Sna hanno espresso il proprio pensiero non disdegnando critiche reciproche.

«FACILE FARE POLITICA SENZA AVER MAI CHIUSO POSITIVAMENTE UNA TRATTATIVA – Alessandro Lazzaro, presidente dell’Uaa fino a metà novembre scorso, nella sua relazione (foto a lato) ha dedicato un capitolo ai rapporti con i sindacati di categoria. «In un contesto aziendale così complesso, sarebbe stato di grande aiuto per tutti gli agenti, qualunque sia la loro organizzazione, poter beneficiare di un Accordo nazionale moder­no, adeguato ai tempi e alle norme, che sappia guardare al futuro e alle nuove generazioni più che a chi c’è già», ha osservato Lazzaro. «Solo per la cronaca, l’attuale Ana è del 2003 ed è stato disdettato nel 2006, ma la gran parte della sua struttura è quella di più di 50 anni fa. Ci si attenderebbe dalle organizzazioni nazionali di catego­ria (quindi non solo dallo Sna, ndr), con uno slancio verso i propri rappresentati che si sedessero attorno a un tavolo per trovare almeno quei quattro o cinque punti indispensabili a produrre almeno una proposta unitaria innovativa».

Quello che succede, ha proseguito Lazzaro è che «io e altri presidenti di gruppo (solo alcuni in verità, altri per ragioni elettorali no) invece veniamo sistematicamente messi all’indice quando per far fronte alle iniziative delle imprese, cerchiamo soluzioni spendibili sotto ogni profilo per gli iscritti. Fare politica senza mai aver chiuso positiva­mente una trattativa è facile, ma a chi giova? Mi riferisco in particolare a quello che si definisce il più grande sindacato nazionale (e qui il riferimento esplicito è allo Sna, ndr), la cui presidenza è gestita da un signore che, senza dire nulla, ha costituito una società, cui oltre lui partecipa una fiduciaria, e che intermedia, unica in Italia, per conto di una compagnia diretta, salvo poi proporre agli iscritti al sindacato che lui stesso presiede accordi di collaborazione A con A. Se questa è la situazione, dubito fortemente, e lo dico per i giovani agenti, che prima di andare in quiescenza vedranno l’Ana 2003 avere una forma diversa e attuale».

Per la verità non è stata la prima volta che Lazzaro ha sparato a zero sulle associazioni di categoria degli agenti e su Sna in particolare, in merito a come stanno gestendo la questione rinnovo Ana. E va anche ricordato come, all’inizio del 2025, l’Uaa abbia preso parte a una iniziativa che ha visto Anapa Rete ImprersAgenzia e, appunto, altri 7 gruppi agenti, inviare una lettera ufficiale all’Ania attraverso la quale hanno chiesto di riaprire il tavolo proprio della trattativa per il rinnovo dell’Ana.

«UN GESTO GRAVE» – All’ultimo congresso Uaa di Venezia è intervenuto, in rappresentanza dello Sna, il vice presidente Sergio Sterbini. Quest’ultimo, da un lato ha riconosciuto come la rete Axa sia «tra le più qualificate e le più autorevoli presenti sul mercato», rimarcando positivamente l’operato di Uaa nei confronti della mandante soprattutto con riferimento alla lettera inviata lo scorso agosto: «Una comunicazione molto coraggiosa, molto responsabile e anche molto lucida, un gesto di grande responsabilità, la riaffermazione del diritto per gli agenti di far parte della formazione di un progetto comune, delle scelte che possono influenzare le agenzie e quindi il futuro degli agenti,  ribadendo che l’intermediazione professionale non è un costo, ma un valore; una comunicazione che è stata condivisa dallo Sna perché riconosce un principio, quello dell’attività professionale degli agenti che è alla base dello Sna da 100 anni».

Dall’altro lato, Sterbini, richiamando il dialogo «franco e rispettoso» fra Sna e Uaa, non ha risparmiato forti critiche alla rappresentanza agenziale di Axa per l’iniziativa varata insieme con Anapa e altri 7 gruppi agenti. Una iniziativa bollata come «una mancanza di rispetto verso il sindacato a cui Uaa aderisce». Ma quello che è stato ancora più «grave», secondo Sterbini, sono stati i contenuti della lettera laddove «si afferma che “non è più accettabile che il nuovo dell’accordo sia ostacolato dal principio “O tutti o nessuno”, accusando di fatto lo Sna di voler impedire il confronto. In sostanza si è chiesto l’apertura di un tavolo di trattativa separato riservato alle sigle disponibili a negoziare, escludendo quindi, in forza della precedente dichiarazione, lo Sna. È stato un attacco diretto e consapevole alla rappresentanza unitaria della categoria. Non solo. Si è tentato di spezzare il fronte degli agenti, arrivando a teorizzare un modello di trattativa a due velocità, dove chi chiede più tutele è accusato di bloccare tutto e chi invece è disponibile a trattarle si presenta come un’alternativa valida e risolutiva».

Questa soluzione, ha proseguito Sterbini, «non solo divide gli agenti, ma è la strada a un modello di trattativa molto pericoloso, quello della pluralità contrattuale che, in una categoria frammentata come la nostra non è garanzia di libertà, ma è la fine della forza collettiva, è la legittimazione di una frammentazione che consegna alle compagnie la possibilità di decidere con chi trattare e con chi no. E quindi è un gioco pericolosissimo che consegna alle compagnie la rappresentanza degli agenti». Firmare quella lettera, ha detto Sterbini di fronte alla platea di agenti Axa, «è stato un atto politico molto grave».

IL NUOVO CORSO DI UAA – Tutto questo succedeva un mese e mezzo fa. Ora, con il nuovo presidente di Uaa, Matteo Comi, bisognerà capire su quali basi ripartirà il dibattito con il sindacato, su questo (rinnovo Ana) e su altri punti.

Fabio Sgroi

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