Il rapporto “Safety and Shipping Review 2025” di Allianz Commercial ha evidenziato che…
Il panorama geopolitico «in rapida evoluzione sta creando nuovi rischi e nuove sfide per il settore marittimo, già alle prese con la transizione energetica e con l’eredità della pandemia». È il settore si trova a operare «in un ambiente sempre più volatile e complesso, caratterizzato da attacchi contro il trasporto marittimo, fermi di navi, sanzioni, nonché dalle conseguenze di incidenti che hanno danneggiato cavi sottomarini critici». È quanto emerge dal rapporto Safety and Shipping Review 2025 di Allianz Commercial.
Dato che il 90% del commercio internazionale è via nave, questi sviluppi «sono preoccupanti, soprattutto per il potenziale di grandi sinistri dovuti a rischi tradizionali come incendi, collisioni e incagli, che sono ancora i principali responsabili delle perdite totali delle grandi navi».
Tuttavia, ha fatto notare Allianz Commercial, «ci sono anche aspetti positivi. Negli ultimi anni, l’industria navale ha compiuto notevoli miglioramenti in materia di sicurezza. Negli anni Novanta la flotta mondiale perdeva oltre 200 navi l’anno, un dato che si è dimezzato 10 anni fa e ora è sceso al minimo storico di 27 unità navali nel 2024 (da 35 nel 2023)».
Un fenomeno da attenzionare e una sfida crescente per il settore marittimo e assicurativo è la cosiddetta “flotta ombra”, la rete di vascelli che permette alla Russia di continuare a vendere petrolio a prezzi superiori al limite imposto.
Dall’inizio della guerra in Ucraina, ha evidenziato Allianz Commercial, le sue dimensioni sono cresciute «in modo significativo. Oggi si ritiene che circa il 17% della flotta mondiale di navi cisterna appartenga alla “flotta ombra”; le stime indicano che ci sono quasi 600 navi cisterna che commerciano solo petrolio russo. Le navi della “flotta ombra” sono state coinvolte in decine di incidenti in tutto il mondo: incendi, collisioni e fuoriuscite di petrolio».
Sebbene le recenti sanzioni «stiano rendendo più difficile il commercio a queste navi», ha commentato Justus Heinrich, global product leader, marine hull, di Allianz Commercial, «la flotta ombra continua a rappresentare un serio rischio per la sicurezza marittima e l’ambiente, in quanto molte di esse sono probabilmente navi vecchie, sottoposte a scarsa manutenzione e non adeguatamente assicurate. In caso di fuoriuscita di petrolio da una di queste petroliere, i costi di bonifica potrebbero raggiungere 1,6 miliardi di dollari».
Gli incendi di grandi navi sono ancora una delle principali criticità per gli assicuratori di scafo e carico. Nel 2024 sono stati segnalati sette sinistri totali per tutti i tipi di imbarcazioni come nel 2023. Il numero complessivo di incidenti è invece aumentato rispetto all’anno precedente, raggiungendo il massimo del decennio a 250, sempre considerando tutti i tipi di nave. Circa il 30% di questi incendi si è verificato su navi portacontainer, cargo o roll-on roll-off (ro-ros) (69). Negli ultimi dieci anni, più di 100 perdite totali di navi sono state causate da incendi. «Sono in corso sforzi per mitigare questi rischi, con modifiche normative e progressi tecnologici volti a risolvere il problema del carico dichiarato in modo errato, uno dei principali responsabili di questa situazione. Si tratta di un aspetto critico, poiché l’elettrificazione dell’economia globale pone nuove sfide, dato il numero crescente di batterie agli ioni di litio e di sistemi di accumulo di energia a batteria che vengono trasportati». (fs)
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