12 gennaio 2018 19:28

POLIZZE VITA DORMIENTI: ECCO L’ULTIMA INIZIATIVA DELL’IVASS


L’istituto di vigilanza indica alle compagnie alcuni suggerimenti relativi alla verifica dei decessi e all’identificazione dei beneficiari. Ed entro il 1° aprile 2018…

L’adozione di alcune linee di azione utili per migliorare i processi di verifica dei decessi degli assicurati e di identificazione dei beneficiari. È l’ultima iniziativa varata dall’Ivass in tema di polizze vita cosiddette dormienti e resa nota attraverso una specifica lettera indirizzate alle compagnie.

L’istituto di vigilanza ha ricordato come, da una sua recente indagine, sia emerso un fenomeno esteso di polizze e di somme potenzialmente dormienti, per le quali le imprese non dispongono degli elementi necessari o di procedure atte a riscontrare se si sia o meno verificato il decesso dell’assicurato e poter quindi rintracciare i beneficiari.

Inoltre, dall’indagine è emerso che, una volta appurato il decesso di un assicurato, l’impresa può essere ostacolata nella identificazione e ricerca dei beneficiari nei casi in cui, al momento della stipulazione della polizza, la designazione dei beneficiari da parte del contraente è avvenuta in forma generica e non nominativa, e se l’impresa non ha rilevato tutte le informazioni utili a contattarli.

In occasione della indagine, ha rilevato l’Ivass, alcune imprese hanno adottato iniziative finalizzate alla verifica dei decessi e alla ricerca dei beneficiari per le polizze oggetto dell’indagine, il che ha contribuito alla riduzione del numero di polizze dormienti; altre hanno pianificato l’adozione di soluzioni strutturali per mitigare il fenomeno delle dormienti, per lo più basate sulla intensificazione dei flussi informativi con la rete distributiva e con la stessa clientela.

L’istituto di vigilanza ha quindi indicato alcune linee di azione che si ritiene possano essere di utilità per migliorare i processi di verifica dei decessi degli assicurati e di identificazione dei beneficiari.

VERIFICA DEI DECESSI – Per la verifica dei decessi, l’istituto di vigilanza ha individuato queste linee di azione:

– Incroci tra basi dati interne all’impresa o al gruppo di appartenenza (per esempio per portafogli di altri rami, reclami ecc.), con i quali verificare l’esistenza di movimentazioni su altre posizioni contrattuali effettuate dall’assicurato;

– Incroci tra basi dati dell’impresa e degli intermediari per accertare eventuali decessi e movimentazioni su altri prodotti, anche non assicurativi;

– Rilevazione di variazioni anagrafiche o contrattuali effettuate dall’assicurato anche dopo la scadenza contrattuale su altre polizze in portafoglio;

– Scambi di flussi informativi periodici e strutturati con gli intermediari sui decessi (per esempio comunicazione dall’intermediario alla compagnia dell’intervenuto decesso di un cliente; elenchi periodici riepilogativi dei clienti deceduti in un determinato periodo);

– Distribuzione periodica agli intermediari di elenchi delle polizze in scadenza o già scadute, di polizze a vita intera con età degli assicurati elevata, di polizze vita con rate di premio insolute, con richiesta agli intermediari di svolgere verifiche ad hoc e dare riscontro;

– Scambi di flussi strutturati con gli intermediari per acquisire eventuali modifiche anagrafiche del contraente e dell’assicurato;

– Monitoraggio periodico dei dati anagrafici relativi ai contratti in portafoglio attraverso contatti con i contraenti e/o gli intermediari;

– Comunicazioni al contraente periodiche (e non solo in occasione della scadenza del contratto) anche per le polizze temporanee caso morte, in modo da consentire ai familiari di venire a conoscenza dell’esistenza di una polizza;

– Interventi sui sistemi informativi per mantenere l’evidenza delle attività di verifica implementate (quali per esempio quelle sull’esistenza in vita dell’assicurato alla scadenza o al momento della sospensione del pagamento dei premi);

– Consultazione dell’anagrafe del Comune di residenza per aggiornare l’indirizzo del contraente in caso di mancato recapito della corrispondenza o per recuperare il certificato di morte dell’assicurato;

– Attivazione di un servizio, con il provider postale, di verifica digitale, sia per l’impresa, sia per l’intermediario, della corrispondenza indirizzate alla clientela e resa indietro, con indicazione della causale.

IDENTIFICAZIONE DEI BENEFICIARI – Per l’Ivass, l’individuazione specifica e non in forma generica del beneficiario e la rilevazione da parte delle imprese di tutte le informazioni utili per contattarlo favoriscono la limitazione del fenomeno delle polizze dormienti e agevolano il processo di liquidazione ai beneficiari delle prestazioni. Per questa ragione invita le imprese a modificare modulistica e processi di assunzione al fine di:

– Favorire l’acquisizione in sede di stipula dei nuovi contratti della designazione del/dei beneficiario/beneficiari in forma nominativa (salva espressa diversa volontà del contraente), con indicazione dei relativi dati anagrafici e recapiti;

– Favorire l’acquisizione in sede di stipula dei nuovi contratti, nel caso in cui il contraente manifesti esigenze specifiche di riservatezza, dell’indicazione da parte del contraente di un referente terzo (diverso dal beneficiario) a cui l’impresa può far riferimento in caso di decesso.

Agli organi amministrativi delle imprese, l’Ivass ha chiesto di adottare, entro il 1° aprile 2018, un piano d’azione che indichi le iniziative che si intendono adottare per verificare periodicamente i decessi degli assicurati e rintracciare i beneficiari. Il piano dovrà indicare anche la relativa tempistica di attuazione, da concludere entro il 30 settembre 2018. Il piano andrà trasmesso a Ivass entro il prossimo 30 aprile.

Sempre entro il prossimo 1° aprile, l’istituto di vigilanza ha chiesto alle compagnie di rendere disponibile sul sito web un punto di contatto per evadere le richieste di informazione dei possibili beneficiari sulla esistenza di polizze vita a loro favore.

Fabio Sgroi

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