1 dicembre 2017 9:13

PECCHINI: «CON TUA RAPPORTO OTTIMO, MA DEVE CONTINUARE A ESSERE COMPETITIVA». E SULLA FUSIONE CON AUT DICE…


A un mese dal congresso di Bardolino, il presidente dell’Associazione Agenti Tua Plurimandatari Riuniti torna sui contenuti della mozione e fissa  gli obiettivi per il 2018.
    

Dopo il congresso nazionale (il quarto della sua storia) che si è svolto poco più di un mese fa, l’Associazione Agenti Tua Plurimandatari Riuniti si appresta a chiudere questo anno caratterizzato dalla sottoscrizione dell’accordo integrativo con Tua Assicurazioni e a guardare con fiducia il 2018 che potrebbe portare alla fusione con l’altro gruppo agenti di Tua, quello monomandatario (Agenti Uniti Tua).

Quest’ultimo argomento è ben sottolineato nella mozione del congresso di Bardolino (Verona), dove il gruppo agenti presieduto da Mauro Pecchini (nella foto a fianco) ha fatto il punto della situazione anche per quanto concerne i rapporti con la mandante Tua. Lo stesso presidente ne ha parlato con Tuttointermediari.it nel corso di questa intervista.

Domanda. Il quarto congresso nazionale ha fatto emergere una certa preoccupazione per le politiche tariffarie Rc auto della mandante e per il perdurare di problematiche riguardanti la gestione dei sinistri.

Risposta. In realtà sono problematiche che non riguardano Tua Assicurazioni in modo particolare, ma il mercato assicurativo in generale. In una fase in cui le tariffe Rc auto stanno timidamente ricominciando a salire è normale che si possano determinare dei rimescolamenti nella competitività delle singole imprese, che non necessariamente sono graditi agli agenti. La mozione è solamente un segnale che vogliamo dare alla compagnia: Tua Plu.Ri si adopererà, nei limiti del proprio ruolo, affinché la compagnia viva questa fase di mercato senza perdere competitività.

D. Sul fronte sinistri, invece?

R. In questo ambito eravamo già intervenuti in passato e le problematiche segnalate si erano sensibilmente ridimensionate, ma viviamo in un mondo sempre più digitale e sempre più veloce, in cui le aspettative dei clienti cambiano più velocemente di quanto possano fare le compagnie; per questo è essenziale stimolare la compagnia ad avere servizi sinistri sempre all’altezza, segnalando disservizi o procedure da migliorare. Anche su questo fronte abbiamo trovato grande disponibilità al confronto.

D. In generale come sono i rapporti con la compagnia? (Nella foto sotto a destra, la sede a Milano)

R. Continuano a essere ottimi e incentrati su grande rispetto reciproco e volontà di collaborare e migliorare insieme. Le nostre commissioni lavorano attivamente e vengono ascoltate; gli interventi a tutela degli iscritti sono limitatissimi e abbiamo sempre trovato soluzioni condivise; il rispetto non è mai venuto meno. Abbiamo vissuto con serenità anche i cambiamenti del management, prima in Tua e successivamente in Cattolica, perché abbiamo avuto continuità nel lavoro e rassicurazioni sul futuro di Tua da parte del nuovo amministratore delegato di Cattolica, Alberto Minali.

D. L’ultimo congresso di Tua Pluri ha registrato una scarsa partecipazione da parte degli iscritti. Per quale ragione, secondo lei?

R. È vero, purtroppo la partecipazione dei colleghi è stata inferiore alle attese, ma ci sono varie giustificazioni. Da un lato i nostri iscritti, tutti plurimandatari, fanno già parte di altri gruppi aziendali agenti, costringendoli a delle scelte; dall’altro, pochi giorni prima del congresso, la compagnia aveva già incontrato la rete in occasione dei meeting commerciali di fine anno, obbligando i colleghi a spostamenti sul territorio e tenendoli lontano dalle agenzie.

D. In generale che congresso è stato?

R. Le nostre assemblee si sono sempre caratterizzate per l’intervento di ospiti di alto profilo e per gli argomenti di importanza e attualità che vengono trattati. Anche quest’anno abbiamo voluto confermare questa nostra impostazione, presentando gli ultimi dati sulla distribuzione assicurativa grazie all’intervento di Fabio Orsi (Innovation Team), per passare al rischio cyber, alle garanzie infedeltà dipendenti, alla novità introdotte dalla legge Gelli sulla responsabilità sanitaria e facendo chiarezza nel caos delle varie forme di firma digitale ed elettronica. L’intervento di Mauro Berruto, ex allenatore della nazionale di pallavolo e medaglia d’oro olimpica, ha emozionato i presenti e dato lustro al nostro meeting.

D. La mozione ha dato ampio mandato a trattare l’unificazione con l’Aut (Agenti Uniti Tua).

R. I due gruppi agenti in Tua non sono nati in seguito a contrapposizioni e spaccature da Gaa precedenti, ma in modo indipendente, in una fase di mercato in cui la rete di Tua aveva due anime ben distinte: la rete plurimandataria e quella monomandataria. Oggi questa dicotomia è ampiamente superata e avere due associazioni che perseguono gli stessi obiettivi, con le stesse modalità di azione e le stesse vedute, è totalmente inutile. Insieme potremmo ottimizzare le risorse, umane ed economiche, e guadagnare una maggiore credibilità con la compagnia. Per la prima volta abbiamo la certezza che questa visione è condivisa anche dal direttivo di Aut; per questo cercheremo di organizzare nel corso del 2018 un congresso congiunto che, mi auguro, possa portare alla nascita di un’unica associazione, seguendo l’esempio dei nostri “cugini” di Fata e Duomo, con cui siamo in stretto contatto.

D. Ci sono stati sviluppi dopo Bardolino?

R. Sì. Nel corso di un recente incontro, i due gruppi agenti hanno deciso di costituire una commissione congiunta per provare a mettere giù una bozza di statuto. L’obiettivo è quello di elaborarne una entro il prossimo mese di marzo.

D. Altri obiettivi per il 2018?

R. Dovremo assolutamente monitorare le due importanti novità normative che entreranno presto in vigore: Idd e Gdpr. Per la prima, anche se già si prospetta una proroga, potrebbe addirittura essere necessario rivedere alcuni aspetti dell’accordo integrativo in essere con la compagnia; mentre per quanto riguarda la nuova normativa privacy (General Data Protection Regulation) siamo preoccupati per le possibili implicazioni tecnologiche, visto la necessità di installare costosi software “sentinella” con lo scopo di monitorare il traffico dati in uscita dalle proprie reti informatiche e consentire una immediata informazione in merito a possibili violazioni dei dati.

Fabio Sgroi

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