13 luglio 2017 11:06

IL RINNOVO DEL PATTO UNIPOLSAI. CHIODINI: «I MIGLIORAMENTI RISPETTO ALLE PREMESSE INIZIALI SONO INDUBBI. ORA DEFINIAMO LA PARTE NORMATIVA E GLI ACCORDI MANCANTI»


Per il presidente di Ius Associati si è conclusa una «prima importante fase di trattativa», il cui lavoro del gruppo agenti è stato definito «positivo» da giunta esecutiva e consiglio direttivo. Adesso….  

La giunta esecutiva di Intermediari UnipolSai (Ius) Associati ha valutato «positivamente» il lavoro fin qui svolto e relativo alla trattativa per il rinnovo del Patto UnipolSai e «ritiene che, non appena condivise le regole sottostanti l’impianto economico e gli accordi in via di definizione con particolare riferimento agli accordi Dati, Multicanalità e Gdo, saranno maturi i tempi per portare l’accordo nella sua globalità all’approvazione dell’assemblea generale degli agenti Ius al fine di sancire anche statutariamente la validità dell’accordo, fermi i diritti e gli obblighi di ogni associato nell’accettazione individuale dell’accordo stesso». È quanto si legge nella mozione che la stessa giunta esecutiva ha elaborato nei giorni scorsi al termine di una riunione che si è tenuta a Bologna. Mozione che è stata approvata a maggioranza dal consiglio direttivo della rappresentanza agenziale.

In sostanza, giunta ha preso atto che nell’ultimo incontro di tre giorni (a fine giugno) con la compagnia, al quale hanno preso parte anche gli altri gruppi aziendali agenti di UnipolSai, «si è ottenuto un sensibile miglioramento dell’impianto economico che solo il 21 giugno la giunta e il direttivo avevano ritenuto irricevibile perché avrebbe seriamente minato la stabilità delle agenzie e della rete collegata impedendo la programmazione delle proprie attività commerciali».

Adesso, «le ultime evoluzioni recepiscono parte delle proposte degli agenti», anche se «devono essere ancora definiti i necessari passaggi normativi». L’accordo, hanno ricordato i vertici di Ius Associati, «prevede che la parte degli istituti non economici non è stata oggetto di rivisitazione come inizialmente chiesto dall’impresa salvaguardando tutte le conquiste che furono a suo tempo ottenute con la stipula del Patto 1.0. Il nuovo Patto prevede che la commissione paritetica non solo sarà confermata ma estenderà la propria competenza e azione oltre che nei casi critici relativi alla Rc auto anche a quelli relativi ai rami elementari e a tutte le situazioni di criticità in genere a cui dovessero andare incontro le agenzie».

La giunta esecutiva di Ius ha anche ribadito «la necessità di svincolare l’incentivo previsto per la vendita degli Unibox dalla raccolta della privacy omnibus, inserendo la stessa nell’accordo Dati in via di definizione».

LE PAROLE DEL PRESIDENTE CHIODINI – «Dopo una lunga trattativa per il rinnovo del Patto, a fronte di una contenuta riduzione provvigionale media complessiva, si è giunti a una ridefinizione dell’impianto economico i cui miglioramenti rispetto alle premesse iniziali sono indubbi», ha sottolineato Fabrizio Chiodini (foto sopra), presidente di Ius Associati, in una lettera inviata agli iscritti.

I miglioramenti riguardano in particolare «l’elevazione della provvigione minima Rc auto di mandato dal 7% al 9%; il mantenimento della tabella fissa rami elementari e corpi veicoli terrestri; lo slittamento dell’applicazione della nuova tabella rami elementari su tutto il portafoglio al 2020; la maggiore stabilità per effetto di una durata del nuovo accordo di 5 anni +1».

Per Chiodini si tratta di una «prima importante fase di trattativa che si è conclusa e poiché la definizione di un nuovo Patto 2.0 dovrà garantire la giusta sostenibilità delle imprese agenzie in una posizione centrale delle stesse all’interno del mondo UnipolSai, stiamo sollecitando la compagnia a incontrarci per definire, in tempi auspicabilmente brevi, tutta la parte normativa e gli accordi ancora mancanti. Un impianto completo in entrambe le sue parti fondamentali, economiche e strategiche, è infatti quanto da noi richiesto e auspicato per coglierne appieno i benefici per le agenzie».

Fabio Sgroi

© RIPRODUZIONE RISERVATA